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Ludwig fu assassinato

Il Re di Baviera Ludwig von Wittelsbach, noto ai più come Ludwig II, il 13 giugno 1886 non morì annegato nel lago di Starnberg ma fu ucciso da due pallottole sparategli alla schiena. La notizia che dovrebbe mettere fine alle ipotesi che si sono accavallate negli anni, a cominciare da quella che sosteneva il suicidio, l’ha data “Der Spiegel”. Il settimanale tedesco riporta la testimonianza del sessantenne banchiere bavarese Detlev Utermoehle, che a 10 anni vide insieme con la madre, Gertrud, il loden appartenuto a Ludwig, mostrato ad un gruppo di nobildonne dalla contessa Josephine Wrbna-Kaunitz.

Dopo averlo tirato fuori da una cassapanca, la contessa – racconta il banchiere – disse: “Ora potrete constatare di persona le circostanze della morte di Ludwig, poiché vi mostrerò il cappotto che indossava il giorno della sua morte”. Utermoehle ricorda che, dopo aver messo il loden controluce, la contessa mostrò due fori nella parte posteriore, a conferma che il re bavarese era stato ucciso a tradimento. “Der Spiegel” scrive che il banchiere ha già inviato una dichiarazione giurata al tribunale di Monaco di Baviera, accompagnata da uno scritto della madre, che riferiva la scena svoltasi in casa della nobildonna proprietaria del cappotto di Ludwig. Il settimanale racconta anche quel loden bruciò in un incendio che nel 1973 incenerì la casa della contessa Wrbna-Kaunitz, uccidendo lei e il marito.

La richiesta di riesumare il corpo del re bavarese, sepolto nella cripta della Michaelskirche a Monaco di Baviera, è stata respinta dai suoi discendenti, mentre diversi esperti hanno spiegato a “Der Spiegel” che l’opportuno uso di uno scanner e della tac (metodo sperimentato in Svizzera) consentirebbe una sorta di autopsia virtuale: si potrebbero cioè individuare ferite senza rimuovere la salma.

Ma come andò con l’autopsia fatta all’epoca? Evidentemente i medici che firmarono falsi esami autoptici furono costretti dal governo bavarese. Re Ludwig era stato addirittura dichiarato folle per detronizzarlo: la sua politica non era condivisa e per di più spendeva enormi somme per castelli da fiaba e per la cultura (salvò Wagner dal fallimento).

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