Prima / DIBATITTO / Società / Governo: fuori i soldi, questa è una rapina

Governo: fuori i soldi, questa è una rapina

Le casse dello Stato sono un colabrodo. Fiumi di denaro scorrono verso tutte le parti. Si pagano profumatamente consulenti privati, ignorando, per esempio, che esistono organismi come il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, che è mantenuto in piedi apposta per dare pareri, consigli e indicazioni. Se il Cnel è inutile, allora cancelliamolo. Se è utile, facciamolo lavorare.
Il denaro scorre verso una miriade di enti (dai Comuni alle Regioni) che alimentano, in aggiunta agli immancabili consulenti, organizzazioni, cooperative, strutture, società che succhiano soldi per le più svariate ragioni. Tutte lecite; almeno sulla carta. Basta ficcare un solo attimo il naso in uno qualsiasi di questi “centri di spesa” per scoprire parassitismi, manomorte, privilegi, inefficienze, sprechi. Guai a dire che dove ci sono tre autisti è inutile tenere cinque macchine. Ti rispondono: ecco, guarda come siamo ridotti per mancanza di fondi, abbiamo due autisti in meno. Il denaro fertilizza ampi campi del dolce far niente. Ma nessuno si permetta di accusare, chessò, la Regione Campania di spendere una barca di quattrini per foraggiare una sede di rappresentanza a New York con annessi strapagati dipendenti. S’arrabbiano. Si indignano. Tirano fuori la preziosa funzione svolta per far conoscere Napoli in America. Ti sciorinano dati e cifre a dimostrazione dei grandi benefici apportati da quell’investimento. Eh, sì. I soldi spesi per qualunque iniziativa ormai tutti li chiamano investimenti per sottolineare che non sono gettati al vento.
Sono stati scritti innumerevoli articoli e libri sugli sprechi statali, ma c’è poco da fare. Quando vai a tagliare, scopri che danneggi un bambino povero, un anziano disagiato, un senzatetto… perché così va a finire. Mica i soldi in meno fanno diminuire le auto blu, fanno annullare il viaggio previsto (pure quando vanno a Zanzibar, lo fanno per lavoro o per studio!) o bloccano il rinnovo dei contratti di consulenza. Nient’affatto. Quelle spese corrono lo stesso.

Non toccate quei bilanci

Spulciare uno per uno, tutti i bilanci a qualsiasi titolo pubblici, è l’unica fatica che varrebbe la pena di fare. Ma non si fa. Ciascun politico ha i propri clienti da tutelare. A Roma, per esempio, ci sono migliaia di appartamenti e palazzi che appartengono al Comune e dai quali il Comune ricava una manciata di euro. Ma provate un po’ a sfrattare dal palazzo del Cinquecento l’associazione “Amici della lupa intagliata” che sta lì gratis oppure paga mille euro l’anno di affitto. Sarebbe un attentato alla cultura e bla bla bla. Ricordo un assessore regionale che fece un libro bianco sul patrimonio immobiliare regionale a Roma. A Piazza San Silvestro, per esempio, è quasi tutto proprietà della Regione Lazio. Ebbene gli affitti sono miserabili, mentre poco distante la Regione paga affitti mostruosi per una sede di rappresentanza. Pochi giorni dopo la pubblicazione, quell’assessore venne arrestato per tangenti e della cosa non s’è più parlato. Nessun governatore, di sinistra, di destra, di centro, s’azzarda a sfiorare la questione. Invece di chiedere altri soldi allo Stato, la Regione potrebbe sfruttare al meglio il patrimonio che ha, ma ve l’immaginate il casino? E’ meglio non stuzzicare il can che dorme e prendersela con il governo che chiude i rubinetti.
Ma arriva sempre un momento nel quale non è più possibile traccheggiare, rimandare, imbrogliare. Così, dopo tanti giri di walzer, è arrivata la stangata. Il governo ha dovuto decidere di tagliare spese e incassare qualche tassa extra. Se non l’avesse fatto, i grandi speculatori internazionali erano già pronti a comprarci a quattro centesimi. I soldi non hanno patria e vanno dove possono meglio riprodursi. Non è che sono cattivi, è la loro natura. Il leone ti sbrana perché ha fame e non lo puoi costringere a diventare vegetariano. La Banca centrale europea ci avrebbe sostenuto (come sta facendo) soltanto in vista di un guadagno. Mica è un ente di beneficenza.

La stangata che fa piangere

Le decisioni prese dal governo hanno accontentato la Bce e scontentato una marea di persone. Dicevano gli antichi: Zeus o fa piovere o fa splendere il sole, scontenta sempre qualcuno. Fermo restando che la prassi dell’assalto ai forni è stupida, perché arrivi, rubi tutto, te lo mangi e poi che fai se il forno nel frattempo non funziona più? Ricordo quando partì la grande campagna sulla fame in India. Molti sfottevano gli indiani che crepavano di fame ma non toccavano le vacche perché ritenute sacre. In televisione si vedevano vacche (magrissime, fra l’altro) gironzolare per le strade lungo le quali migliaia di persone giacevano per inedia. Far pagare ai ricchi la crisi è uno slogan che riempie la bocca ma non il portafoglio. La vacca la mungi se è viva. Se te la mangi, dopo non hai più niente. Questo governo ha fatto una rapina intelligente. Ha colpito con misura le rendite finanziarie, gli stipendi alti e alcuni privilegi. Un buon mix, ma per i danni collaterali tocca aspettare. Faccio un solo esempio.
Una delle decisioni riguarda le festività infrasettimanali. Adesso se metti caso il 2 giugno capita di venerdì, si festeggia la domenica successiva. Dovranno rassegnarsi tutti gli abili costruttori di ponti, quelli, cioè, che a gennaio con il calendario in mano calcolavano come organizzarsi una vacanza lunga dal giovedì al lunedì mandando un certificato medico per il sabato.
Ma quei “ponti”, però, significavano anche più benzina consumata, più tagliandi autostradali, più biglietti aerei e ferroviari, più guadagno per bar ristoranti alberghi… insomma i “pontieri” mettevano in giro un bel po’ di quattrini. Per vedere se il risparmio fatto abolendo i ponti sarà superiore al mancato guadagno del sistema ricettivo e annessi, bisognerà aspettare. Dopodichè tireremo le somme.
Giuseppe Spezzaferro

Vedi anche

Intellettuali, non prendetevela con il popolo-bue

Ci sono troppi intellettuali in giro che se la prendono con il popolo-bue perché corre …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close