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Sarkozy bocciato a scuola

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, conta molto sugli studenti per la formazione della nuova classe dirigente e perciò li sprona a riscoprire l’orgoglio di essere francesi, a studiare e ad affrontare con coraggio le difficoltà. Ma ha commesso un errore. Invece di indirizzare un messaggio personale ha pensato di far leggere in tutte le scuole di Francia una lettera scritta da un diciassettenne comunista fucilato dai tedeschi nel 1941.

L’idea di Sarkozy era stata accolta con freddezza all’indomani dell’insediamento all’Eliseo, ma il presidente ha voluto andare avanti perché convinto che il messaggio di un giovane condannato a morte avrebbe avuto un effetto salutare sui coetanei di oggi. Rivolto agli studenti il presidente ha spiegato che è “un fratello che vi dice addio e conta su di voi”. Apriti cielo. In molte scuole gli insegnanti si sono rifiutati di leggerla.

L’estrema sinistra e i comunisti hanno manifestato contro il governo accusandolo di scippare ai compagni una loro icona “togliendole l’etichetta”. Anche i socialisti hanno espresso malumore dicendo che bisogna stare attenti a non “strumentalizzare la storia”. Il premier, Francois Fillon, ha definito “irrisorie” le polemiche ed ha sottolineato la volontà del presidente di invitare i giovani, ma non soltanto loro, ad “un momento di riflessione attorno a una lettera scritta da un giovane comunista”.

Per la riapertura dell’anno scolastico, il presidente francese aveva inviato una lettera agli educatori in cui auspicava “una vera rifondazione” della scuola, con “un ritorno alla cultura generale” ed a “un’educazione al rispetto”. E gli insegnanti non l’avevano presa bene. Guy Moquet, il giovane fucilato insieme con altri 26 membri della Resistenza a Chateaubriand, scriveva ai genitori: “Quel che vi chiedo é di essere coraggiosi!” e a tutti “voi che restate” diceva: “Siate degni di noi, i 27 che stanno per morire”.

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