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Il nuovo Parlamento europeo

In sede europea l’esigenza di riformare il sistema della conta dei seggi si manifesta a giugno (20-21) quando i Ventisette decidono che per la legislatura 2009-2014 il numero degli eurodeputati dovrà calare da 785 a 750, perché previsto nella bozza costituzionale. E’ stato il risultato di una mediazione perché il Trattato di Nizza prevedeva 736 europarlamentari. Il principio di partenza è la “proporzionalità degressiva” (la popolazione dei Paesi più grandi è meno rappresentata a vantaggio di quelli più piccoli) per cui si assegnano non meno di sei seggi allo Stato più piccolo e non più di 96 al più grande.

La prima riunione della commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo è del 16 luglio (e, come internettuale spiega, nel silenzio della strana coppia Prodi-D’Alema) a cui segue una riunione straordinaria il 3 settembre, durante la sessione plenaria a Strasburgo, in cui viene presentata la prima bozza di riforma. Gli incaricati sono l’eurodeputato francese Alain Lamassoure (Ppe) e il suo collega rumeno Adrian Severin (Pse). La commissione Affari costituzionali si riunisce di nuovo a Bruxelles l’11 settembre, quando vengono depositati 123 emendamenti e 5 emendamenti di compromesso, e poi successivamente il 2 ottobre, quando la proposta di riforma è approvata con un emendamento di compromesso. L’11 ottobre infine la proposta Lamassoure-Severin è adottata in sessione plenaria a Bruxelles con 378 voti favorevoli, 154 contrari e 109 astenuti.

In base alla proposta Lamassoure-Severin, i seggi del Parlamento europeo dal 2009 saranno così distribuiti:

Germania: 96 seggi (-3 seggi rispetto al trattato di Nizza); Francia: 74 seggi (+ 2); Regno Unito: 73 seggi (+ 1); Italia: 72 seggi (nessuna modifica), Spagna: 54 seggi (+ 4); Polonia: 51 seggi (+ 1); Romania: 33 seggi (nessuna modifica); Paesi Bassi: 26 seggi (+ 1); Grecia, Portogallo, Belgio, Ungheria e Repubblica ceca: tutti 22 seggi (nessuna modifica); Svezia: 20 seggi (+ 2); Austria: 19 seggi (+ 2); Bulgaria: 18 seggi (+ 1), Danimarca, Slovacchia, Finlandia: tutti 13 seggi (nessuna modifica); Irlanda e Lituania: entrambi 12 (nessuna modifica); Lettonia: 9 seggi (+1); Slovenia 8 seggi (+ 1); Estonia, Cipro, Lussemburgo: tutti 6 seggi (nessuna modifica); Malta: 6 seggi (+ 1).

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