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Il locomotore Cina-Russia-India

Il Fondo monetario internazionale promuove l’euro e giudica sopravvalutato il dollaro e sottovalutato lo yen. “Il dollaro statunitense – scrive il Fmi – ha continuato a indebolirsi, sebbene il suo valore effettivo sia ancora stimato superiore al livello fondamentale di medio termine. L’euro si è apprezzato ma continua a essere trattato a valori largamente in linea con i fondamentali”. Per quanto riguarda lo yuan, il Fmi registra che i recenti movimenti della valuta cinese non sono ancora sufficienti per ridurre l’eccesso di surplus corrente e l’accumulo di riserve internazionali cinesi.

Sulla crescita mondiale pesano – come internettuale ha riportato più volte – i contraccolpi della crisi dei subprime statunitensi e il Fmi ha corretto le previsioni, per cui la crescita l’anno prossimo è prevista al 4,8% rispetto al 5,2% ipotizzato nella precedente edizione del luglio scorso dell’Outlook e rispetto al +5,2% previsto per il 2007. Secondo il Fmi “la sfida immediata per i policymakers è quella di ripristinare condizioni di mercato normali e salvaguardare l’espansione delle attività produttive”. Significa cioè che le banche centrali debbono intervenire (più di quanto hanno già fatto) per correggere le distorsioni e – automaticamente – dare una mano agli speculatori che hanno determinato la crisi. Lo scenario è il solito: quando i riders (banche incluse) guadagnano i soldi sono i loro, quando perdono li mettono gli altri.
Continuando nello spulcio dell’Outlook siglato Fmi, vediamo che i cali in Eurolandia non sono tanto terribili: il Pil dovrebbe salire del 2,5% nel 2007 e del 2,1% nel 2008, con un taglio pari rispettivamente allo 0,1 e allo 0,4%. La Germania dovrebbe spuntare il 2,4% (-0,2%) quest’anno e il 2% (-0,4%) il prossimo, mentre la Francia dovrebbe attestarsi rispettivamente all’1,9% (0,1%) e al 2% (-0,4%). Per la Gran Bretagna la stima è pari a +3,1% (invariata) e a +2,7% (-0,5%).

Il Giappone, secondo il Fmi, è più resistente e perciò dovrebbe chiudere i due anni con un rialzo rispettivamente pari al 2 (+0,2%) e all’1,7% (0,4%).

L’Outlook canta invece le lodi delle cosiddette economie emergenti. La Cina continua ad essere ormai il principale motore dell’economia mondiale con un tasso di crescita dell’11,5%. L’India evidenzia un tasso di sviluppo del 9% e la Russia dell’8%. Cina, India e Russia – sottolinea il Fmi – coprono circa la metà della crescita a livello globale. Una conferma più che palpabile dei cambiamenti geopolitici in atto e dello spostamento geografico dei motori dell’economia internazionale.

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