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Vaticano: tutti denuclearizzati

Monsignor Michael Banach, rappresentante vaticano alla V Conferenza per facilitare l’entrata in vigore del Trattato sull’Interdizione Globale degli Esperimenti Nucleari, in corso a Vienna, ha dichiarato: “La Santa Sede approva l’uso della tecnologia nucleare per scopi pacifici, ma nello stesso tempo sottolinea che la sicurezza di questi programmi dipendono da due necessarie condizioni: l’abbandono di progetti nucleari ostili e il bando generale dei test nucleari”. Ed ha aggiunto: “La Comunità internazionale ha il dovere di bandire gli esperimenti nucleari” giacché questi test “sono dettati dal desiderio di sviluppare armi sempre più sofisticate e pericolose” nell’ottica di una “cultura di guerra e di morte che mette a rischio non solo la pace, ma l’esistenza stessa della famiglia umana”.

Continuando, monsignor Banach ha ricordato che “talvolta gli Stati giustificano i test nucleari appellandosi alle esigenze di sicurezza e protezione dei popoli”, ma “questo argomento non riesce a convincere in quanto conduce alla proliferazione di armi, che, data la loro capacità distruttiva, sono in grado di eliminare gli stessi popoli che dicono di proteggere e difendere”. “Altre volte – ha aggiunto – gli Stati giustificano i test nucleari col fatto che cercano di sviluppare armi intelligenti o pulite, cioè armi nucleari i cui effetti meccanici, termici e radioattivi sono limitati, sottacendo che tutte le armi nucleari hanno indiscriminati effetti radioattivi, che sono dannosi per la vita e la salute degli esseri umani e per l’ambiente”. La Santa Sede auspica che insieme con le misure “per combattere il terrorismo nucleare e impedire alle organizzazioni criminali e ad altri attori non-statali di possedere armi di distruzione di massa” va alimentato il processo del disarmo nucleare implementando le adesioni al Trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari del 1968 e alla dichiarazione di un bando generale dei test nucleari.

“L’entrata in vigore del Trattato – ha concluso il rappresentante vaticano – è quanto mai urgente e necessario nell’attuale contesto caratterizzato dalla minaccia del terrorismo e dalle crisi nelle relazioni internazionali”. Al Trattato Ctbt (Comprehensive nuclear-test-ban treaty) siglato nel 1996, aderiscono 177 Paesi, ma solo in 140 l’hanno ratificato e la Radio vaticana registra che “all’appello mancano Stati Uniti, Cina, India, Pakistan, Iran, Corea del Nord…”.

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