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Caccia al gemello

L’Agenzia spaziale europea (Esa) è a caccia di pianeti simili alla Terra. Gli esperti avvertono che “ozono e acqua potrebbero indicare la presenza di vita su pianeti extrasolari”, cioè le tracce di vapore acqueo nelle atmosfere di alcuni pianeti fanno ritenere che qualche “gemello” c’è. A dare il via alla caccia è la scoperta fatta da una borsista dell’Esa, l’italiana Giovanna Tinetti, e dal suo team, che hanno utilizzato il telescopio della Nasa, Spitzer, sensibile ai raggi infrarossi. Il comunicato dell’Esa è abbastanza particolareggiato e comprendibile anche per i non addetti ai lavori. Il pianeta-gemello è un “Giove caldo” con una massa del 15% maggiore di quella del “nostro” Giove. Questo pianeta è si trova ad appena 4,5 milioni di chilometri dalla sua stella (il suo Sole) intorno a cui orbita, una distanza circa 33 volte inferiore a quella della Terra dal Sole. “Il periodo orbitale – dicono all’Esa – è appena di 2,2 giorni”. Ma perché “caldo”? La temperatura media stimata per la sua atmosfera, spiegano gli scienziati, si aggira intorno ai 700 ‘C, una temperatura alla quale il vapor d’acqua che è stato identificato è impossibilitato ad aggregarsi in nuvole.

Al di là di ciò che sarà scoperto andando avanti negli studi, l’elemento davvero straordinario è la conferma che la formazione della molecola di acqua è un fenomeno comune, non eccezionale. “E questo, a sua volta, ci spinge a pensare – azzardano gli scienziati dell’Esa – che la vita stessa possa essere un fenomeno relativamente comune nell’universo, anche se non sui pianeti di cui stiamo parlando”. Da qui l’avvio della “Missione Darwin” finalizzata a scoprire pianeti simili alla Terra. L’Esa ha predisposto sei telescopi speciali che compiranno osservazioni simultanee: dal confronto fra le varie osservazioni, attraverso il metodo detto della “interferometria nulla” (e qui ci arrendiamo dinanzi a cotanto sapere), sarà possibile individuare pianeti realmente simili alla nostra Terra.

“A quel punto – concludono all’Esa – potremo iniziare a sognare. Mancano ancora molti studi, molti sforzi, molte ricerche, ma non mancano molti anni. Gli strumenti sono alla nostra portata di qui a poco”.

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