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Chi combatte in Birmania

Ecco le quattro principali etnie che in Birmania hanno preso le armi contro la giunta di Than Shwe:

Shan: è l’etnia maggioritaria dopo i birmani. E’ tra il 10/15% della popolazione (5-7 milioni). La tribù shan ha forti legami con la Thailandia; nella loro lingua gli shan si chiamano Tai e il loro Stato, che gode di relativa autonomia rispetto al governo centrale, è denominato Mong Tai. Lo Shan State Army del Sud (Sas South) è la loro principale organizzazione armata. Molto importante la religione buddhista, con monasteri e pagode, luoghi centrali della vita pubblica. Nel 2005, gli Shan in esilio (il re è in Canada) hanno dichiarato l’indipendenza dello Stato Shan e la costituzione degli Stati federati dello Shan: dichiarazione però rifiutata dagli esponenti delle tribù ancora in Birmania. Nel 2002 si contavano circa 120mila profughi di questa etnia e si ritiene che, dal 1996 a oggi, circa 200mila Shan siano stati costretti a spostarsi in Thailandia, dove la loro condizione di rifugiati non viene riconosciuta dalle autorità di Bangkok.

Karen: vivono per la maggior parte nell’omonimo Stato (chiamato anche Kayin). Sono 2 milioni, secondo il governo birmano, 7 milioni per gli stessi Karen. Nonostante la relativa autonomia del loro Stato, ci sono tre organizzazioni guerrigliere e politiche di una certa importanza: la maggiore, che conta circa 5mila combattenti, è la Unk (Unione Nazionale Karen), affiancata dal Knla (Karen National Liberation Army). I due gruppi, oltre a svolgere attività insurrezionale, sono anche vere e proprie autorità governative che forniscono assistenza sociale, infrastrutture e educazione alla popolazione. Dal 1994, poi, si è costituito anche il Dkba (Democratic Buddhist Karen Army) che si è staccato dagli altri due gruppi a causa della prevalenza di ufficiali di fede cristiana. Nonostante il gentlemen agreement fra l’Unk e la giunta birmana, sono state registrate negli ultimi anni più di duecento violazioni da parte del governo birmano. I Karen sono divisi in due sottogruppi principali che includono circa il 70% della popolazione: i Pwo e gli Sgaw. Mentre i primi sono buddhisti, almeno un sesto dei secondi è cristiano, il che genera contrasti all’interno dell’etnia. Si calcola che la maggior parte degli oltre 140mila rifugiati accolti nei dieci campi profughi al confine thailandese, circondati da filo spinato e presidiati dai soldati, siano Karen.

Karenni: subetnia del gruppo Karen. Vivono anch’essi in uno Stato omonimo e che gode di una certa autonomia rispetto al governo centrale. Sono divisi in sette gruppi (all’interno dei quali vige un’ulteriore divisione in tribù), ma convivono pacificamente. Per lo più cristiani (il 75%, con il restante 25% buddhista o animista), non sono mai stati dominati da potenze straniere prima dell’indipendenza della Birmania.

Mon: sono i primi abitanti della Birmania. Rappresentano quasi il 3% della popolazione del Paese, quasi un milione e mezzo di individui. Buddhisti e contadini, i Mon reclamano uno Stato autonomo molto più vasto di quello che gli è stato concesso dal governo birmano. Per questo è stato fondato il New Mon State Army (Nmsa) che, dal 1994, ha firmato un cessate il fuoco con la giunta militare. La tregua, però, è stata più volte violata.

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