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Karamanlis spegne gli incendi

I socialisti non sfondano e il centrodestra rimane al potere in Grecia, nonostante le polemiche seguite alla gestione della crisi degli incendi boschivi. Il premier Costas Karamanlis mantiene la guida del Paese e può portare avanti le riforme economiche lodate dall’Unione europea e grazie alle quali Atene dovrebbe far fronte agli impegni presi per restare nell’eurozona.

Tuttavia la maggioranza conservatrice ha visto ridursi la presenza in parlamento da 165 a 152 seggi su un totale di 300, un margine di manovra ristretto per varare la riforma della previdenza sociale e una serie di privatizzazioni. Salutato da migliaia di sostenitori che festeggiavano per le strade di Atene, Karamanlis ha ribadito la sua determinazione a continuare sulla strada delle riforme. “Ci avete dato mandato per un nuovo, più deciso inizio e per continuare con più velocità e maggiore determinazione”: ha detto.

In agosto, quando erano state convocate le elezioni, Karamanlis era forte del sostegno ottenuto grazie alla decisa crescita economica – 4,4 punti percentuali – e al crollo della disoccupazione, ma ad indebolirne l’immagine sono scoppiati incendi a catena e gli scandali per la vendita sovrapprezzo di bond ai fondi pensione.

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