AFRICA. I mercenari combattono le guerre africane

Quanti sono i mercenari in Africa? a chi servono? sono criminali oppure uomini specializzati nelle tecniche di combattimento? La parola “mercenario” è generalmente pronunciata con disprezzo. Un uomo che combatte per denaro si attira la riprovazione dei più. La realtà africana è la seguente: gli Stati che non riescono a proteggersi, che hanno eserciti inadeguati e corpi di polizia inefficienti, chiamano in soccorso compagnie che forniscono istruttori, armi e personale combattente. In molti Stati si combattono guerriglie per motivi etnici, religiosi o di semplice brigantaggio. Le organizzazioni private intervengono per mettere ordine. A volte portano la pace. A volte innescano meccanismi di ritorsione prolungando i conflitti in atto. Questi security contractors sono di solito l’ultima carta che si giocano un capo di governo, un presidente, un’industria mineraria per farsi difendere.

Di recente “Al Jazeera” ha titolato un servizio sui contractors in Africa “Mani bianche. L’aumento degli eserciti privati nei conflitti africani“. I mercenari – secondo “Al Jazeera” – sono diventati sempre più influenti poiché gli Stati di tutta l’Africa trovano i loro eserciti incapaci di limitare il peso crescente dei gruppi armati.

Il Camerun, per esempio, ha ingaggiato specialisti israeliani per addestrare un battaglione d’élite che poi è stato accusato di aver bruciato villaggi e di aver ucciso e torturato i separatisti anglofoni e membri del Boko Haram (che significa “vietata l’educazione occidentale”) come viene brevemente chiamato il “Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e per il Jihad”.

Molti governi africani, di fronte alla minaccia di gruppi armati che cercano di rivendicare il territorio, stanno distribuendo miliardi di dollari a compagnie militari private.

La compagnia Dyck Advisory Group (DAG) del Sud Africa è stata assunta in Mozambico, dove ha contribuito a combattere un’insurrezione islamista locale. Le truppe del DAG operano con diversi velivoli leggeri Bat Hawk e a Cabo Delgado hanno schierato 3 Aérospatiale Gazelles, 2 Eurocopter AS350 Écureuils e 1 Aerospaziale Alouette III. L’anno scorso, Amnesty International ha accusato il DAG di aver sparato con mitragliatrici da elicotteri, lanciato bombe a mano indiscriminatamente sulla folla, e sparato ripetutamente contro infrastrutture civili, inclusi ospedali, scuole e case. La guerra è tremenda e, soprattutto nei tempi moderni, fa più vittime tra i civili che tra i combattenti. Più di 20 paesi dell’Africa e dell’Europa sono stati direttamente coinvolti nelle operazioni militari a Cabo Delgado e nell’addestramento del personale militare mozambicano.

C’è il gruppo britannico Aegis Defense Services che ha operato in 18 Paesi africani tra cui l’Angola e la Repubblica Democratica del Congo. Nel 2016, fece scandalo la notizia riferita da uno dei suoi ex direttori che l’azienda aveva impiegato ex bambini soldato della Sierra Leone come mercenari per gli Stati Uniti in Iraq perché erano “meno costosi” degli europei.

C’è Specialized Tasks,Training, Equipment and Protection (STTEP) assunta dal governo nigeriano per addestrare combattenti ma che poi è passata all’offensiva diretta contro Boko Haram. Pare che poi l’amministrazione Muhammadu Buhari abbia ceduto alle pressioni degli Stati Uniti, impedendo ai mercenari di concludere le loro operazioni.

L’agenzia francese Secopex ha operato in Somalia, in CAR (Central African Republic), in Iraq, Kurdistan e Somalia. Fondata da Pierre Marziali, ufficiale del 3° reggimento paracadutisti di fanteria di marina, la compagnia ha perso terreno dopo che Marziali, andato in Libia con Pierre Martinet (sergente istruttore paracadutista e agente del Service action del DGSE- Direction Générale de la Sécurité Extérieure) e altri due agenti della compagnia, fu arrestato ed ucciso. Si narra che il governo francese avesse così superato la crisi con il Consiglio nazionale di transizione di Bengasi.

C’è Signal Risk che fornisce rapporti quotidiani sugli incidenti e analisi approfondite sui principali sviluppi politici, di sicurezza ed economici in tutto il continente africano. Signal Risk è specializzata nella gestione del rischio nel continente africano e suoi clienti sono ONG internazionali, società di consulenza mineraria, grandi banche, società e una miriade di piccole e medie imprese.

Chiudiamo questa breve rassegna dei mercenari in Africa, citando l’Armed Conflict Location & Event Data Project (ACLED) organizzazione specializzata nella raccolta disaggregata dei dati sui conflitti, nell’analisi e nella mappatura delle crisi. Think tank come il Center for Strategic and International Studies, il Carnegie Endowment for International Peace, il Carter Center, il Council on Foreign Relations, la Brookings Institution e l’Africa Center for Strategic Studies utilizzano regolarmente i dati ACLED.

Per i soliti ripetitori di luoghi comuni con scarse conoscenze storiche, va ricordato che quella del mercenario, se non è la prima professione al mondo (posizione occupata dalla donna), è la seconda. Migliaia di mercenari spartani, amici e parenti di quei “300” raccontati malamente in un fantasmagorico film (unica fonte di informazione per i più), combattevano al servizio dei Persiani oltre che addestrarne le truppe. I famosi Diecimila dell’Anabasi di Senofonte erano mercenari greci assunti da un satrapo persiano. Tanto per dire.

 

 

 

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