Mezzo russo a Mariupol

UCRAÌNA. Putin: non tollereremo interferenze. Quali ancora?

Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha avvertito che tutti i Paesi che tenteranno di “interferire” in Ucraina dovranno affrontare una rapida risposta da parte di Mosca. Rivolgendosi al Consiglio dei legislatori riunito a San Pietroburgo, Putin ha affermato che tutte le decisioni su come il Cremlino avrebbe reagito in caso di minaccia alla “sicurezza strategica” della Russia sono già state prese. Ed ha aggiunto: «Se qualcuno volesse interferire con ciò che sta accadendo in Ucraina ora, dall’esterno, deve sapere che la risposta della Russia sarà rapida e veloce».

Cosa significa? Con l’invio di armi e munizioni, gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno già “interferito”. Con l’appoggio satellitare angloamericano e con tutti gli strumenti dell’intelligence messi a disposizione dell’Ucraìna, la paventata “interferenza” è stata bell’e consumata.

La Germania sta per inviare una cinquantina di carri antiaerei “Gepard” “interferendo” a viso aperto. Le forze armate ucraìne si può dire che ora abbiano più armi che soldati e gli attacchi (ovviamente smentiti da Kiev) alla Transnistria dimostrano la rinnovata forza d’urto. Tra parentesi, va ricordato che la Transnistria è un territorio rivendicato dalla Repubblica di Moldavia ma che nel 1990 si autoproclamò repubblica indipendente (Repubblica Moldava di Pridnestrovie). Seguì una guerra di qualche mese finita con un cessate il fuoco e con la creazione di una zona demilitarizzata. La Repubblica è sotto tutela russa ed è per questo che gli ucraìni l’hanno presa di mira. Kiev ha tutto l’interesse a che si allarghi l’area del conflitto.

Ma torniamo alla domanda: perché Putin minaccia ora l’uso di armi finora lasciate nei depositi? Se intende i supercaccia (“Super Sukhoi” finora prodotti in tre esemplari a 40 milioni di dollari l’uno) a Washington e quindi a Kiev sanno che si tratta di un bluff. Se il riferimento è ai missili ipersonici “Kinzhal” (velocità dieci volte superiore a quella del suono e 2mila km di raggio d’azione), due dei quali sono già stati sparati, è scontato che i servizi (americani, inglesi, israeliani, tedeschi…)  conoscono i siti degli impianti produttivi e, soprattutto, la quantità in produzione. È un missile molto costoso che dà un momentaneo vantaggio tattico sugli americani, per esempio, ma che non sposta i termini della guerra in Ucraìna, dove un esercito gode di un flusso costante di rifornimenti e l’altro fatica a rimpiazzare i carri armati. Gli esperti dicono che in campo ci sono più carri ucraìni (i T-72 arrivati dalla Repubblica Ceca ne sono una parte) che russi. La superiorità ucraìna è indubbia: Washington rifornisce Kiev di missili “Switchblade”, di droni “Puma”, di blindati “Humvees”, di visori notturni, di puntuali servizi satellitari, di apparati per le immagini termiche, di sistemi di comunicazione tattica (i russi comunicano tra di loro con i cellulari!) e di miliardi di dollari.

Di quale “interferenza” parla Putin? Di un bombardamento a tappeto su Mosca? dell’invio di divisioni aviotrasportate nel Donbass, in Transnistria, in Crimea e dovunque la NATO (cioè gli americani) decideranno?

È evidente che il presidente russo ha cercato di “incoraggiare” le truppe e i loro comandanti. Sa perfettamente di non poter fare uso della forza nucleare. E quindi?

Nel frattempo, gli ucraìni vanno avanti tranquilli. Il viceministro della Difesa ucraìno ha accusato la Russia di essere pronta a utilizzare la Transnistria come testa di ponte per spostare le truppe sul territorio ucraino o nel resto della Moldova. Tutti ricordano che, mentre le forze armate ucraìne si preparavano a cancellare la Repubblica Popolare di Donec’k e la Repubblica Popolare di Luhans’k (considerate da Kiev organizzazioni terroristiche) i servizi segreti americani davano quotidianamente annunci sull’imminente attacco russo.

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