FRANCIA-UE. Mons. Beaufort (Cef): Cambiare modello di sviluppo

«L’Unione Europea è una grande conquista, ma deve reinventarsi ed essere convincente per i suoi cittadini, soprattutto per quelli che si sentono, a torto o a ragione, esclusi dai benefici della globalizzazione». L’ha detto monsignor Eric de Moulins Beaufort, presidente della Conferenza episcopale francese (CEF, Conférence des évêques de France), nel corso di un’intervista a “Vatican News”. Tema del colloquio con Jean-Charles Putzolu e Benedetta Capelli era la rielezione di Emmanuel Macron a presidente della Repubblica francese, ma era inevitabile parlare anche dell’Unione Europea, data l’importanza della Francia nel contesto europeo. Ma la Francia è anche in grandi difficoltà con oltre 9,3 milioni di poveri e Beaufort parla di «una sorta di frattura in Francia, che è geografica ma anche tra i ceti alti e bassi». Poi spiega: «Mi sembra che possiamo vedere i limiti del modello di sviluppo che ci ha accompagnato dalla seconda guerra mondiale in poi. Lo vediamo in termini di distribuzione della ricchezza, lo vediamo in termini di crisi ecologica, lo vediamo in termini di crisi sociale e di frammentazione del nostro Paese (la Francia; ndr). E chiaramente, stiamo toccando i termini di un sistema generale ma stiamo lottando anche per immaginarne un altro».

L’Europa non può continuare a “copiare” il modello di sviluppo made in Usa, ma deve trovare una strada europea al capitalismo (già il modello renano è più umano) e farla conoscere ai Paesi incamminati sulla via della crescita. Se anche il Secondo, il Terzo e il Quarto Mondo imiteranno il modello capitalista angloamericano, le tensioni, le sperequazioni sociali, le ingiustizie saranno tanti e pericolosi inneschi per rivolte e guerre. Questo lo si deve capire oggi e non aspettare per correre ai ripari domani.

Ad una domanda sul voto cattolico in Francia, monsignor Beaufort ha risposto così: «Sarebbe interessante comprendere bene chi sono i cattolici che rispondono alla domanda: sono cattolico e voto, e come voto? I cattolici partecipano alla vita di tutta la nazione e alla sua evoluzione. Dovremmo guardare anche alle altre religioni, si parla sempre del voto cattolico, ma sarebbe interessante guardare anche al voto delle altre religioni e di chi non crede, cercando di analizzare il tutto in modo più preciso». Ed ha aggiunto: «Ciò che si nota è la necessità di un progetto collettivo ma anche la difficoltà di trovare un progetto collettivo che riesca ad unire veramente le persone, al di là delle classi sociali, delle appartenenze religiose. Ed è qui che la politica di oggi si trova in perdita».

Questa, purtroppo, è la realtà: una politica (non soltanto italiana, non soltanto europea…) che non riesce più a progettare, a disegnare il futuro, giacché è stretta tra i diktat dei potentati economico-finanziari e modelli di sviluppo superati e, sovente, disumani.

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close