Gerusalemme, palestinesi con i bastoni contro gli israeliani con i fucili

GERUSALEMME. I media tirano la riga tra buoni e cattivi

L’Algeria ha chiesto l’intervento immediato e urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu perché la reazione israeliana alle dimostrazioni palestinesi è stata eccessiva: troppo sproporzionata a fronte delle minacce (bastoni e pietre contro pistole e fucili). La richiesta è soltanto dimostrativa e il governo algerino lo sa bene. La strategia americana non include – al momento – un intervento tra Tel Aviv e Gaza, giacché Israele sta collaborando attivamente contro le orde asiatico-bolsceviche, in difesa dell’Occidente civile e democratico, a sostegno degli ucraìni votati alla pace etcetera ecceterone.

Se anche, per assurdo, il Consiglio di Sicurezza stilasse un documento di condanna, Israele l’ignorerebbe come ha fatto e continua a fare da mezzo secolo. Non c’è una sola risoluzione dell’Onu che Tel Aviv abbia rispettato. Fra l’altro, se i “terroristi arabi” (la gente non conosce le differenze) lanciano qualche razzo ferendo al dito mignolo un cittadino israeliano, la condanna internazionale contro l’aggressore terrorista esplode immediata ed unanime.

C’è poco da lamentarsi. Come anche la guerra in Ucraìna sta dimostrando, è la comunicazione che sposta il consenso delle masse (anche quelli che si sentono presuntuosamente d’élite reagiscono come le masse) da una parte all’altra. C’è un film americano (Wag the dog) che dovrebbe essere proiettato nelle scuole elementari per mettere in guardia fanciulli e fanciulle da ciò che dice la televisione. Tra parentesi: wag the dog è espressione idiomatica per indicare un’azione di distrazione di massa.

Della questione palestinese si parla soltanto quando ci sono degli scontri di piazza. Altrimenti, i palestinesi vengono sistematicamente ignorati. Ciò consente ad Israele di stringere accordi (commerciali, militari, di intelligence) con paesi arabi vantando una grande capacità di dialogo. In effetti, il dialogo con il mondo arabo in generale Israele lo sta facendo (più o meno apertamente) ma senza mai dare il benché minimo spazio alla questione palestinese.

Gli scontri nella Spianata delle Moschee, durante il Ramadan, sono la risposta istintiva dei giovani palestinesi alle continue provocazioni. Il Dipartimento di Stato Usa ha chiesto «a tutte le parti di esercitare moderazione e di evitare azioni provocatorie». Chi è smoderato? e chi provoca? Ci vuole poco a farsi un’idea, ma poi arriva l’attentato, puntuale come la morte, e ci si scorda di chi ha ragione e di chi ha torto.

 

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