Manifestazione a sostegno di Khan

PAKISTAN. Aperta la strada per le basi militari Usa

In Pakistan, i vertici militari hanno respinto le accuse dell’ex primo ministro Imran Khan sulla congiura promossa dagli Stati Uniti per farlo cadere. Secondo Khan, Washington aveva deciso di stroncarlo quando, trascurando i “consigli” americani, era andato a Mosca in visita dal presidente Putin il 24 febbraio scorso.

Le geopolitica non è un’opinione ed è naturale che gli Usa stiano lavorando in tutto il mondo per ridurre il più possibile le “amicizie” di Putin. La guerra in Ucraìna è la faccia meglio spendibile per isolare la Russia (e rallentare la crescita dell’Europa, cioè dell’euro). Chi potrebbe mai restare insensibile vedendo donne e bambini uccisi in città e villaggi distrutti? Le immagini di una guerra coincidono sempre con la condanna della guerra. Dal pianto della popolazione di Troia in poi, la guerra è stata bollata come apportatrice di lutti. Questo non ha fermato le guerre, che, grazie agli interventi di sacerdoti religiosi e/o laici, sono state divise tra guerre giuste (benedette una volta dal Papa e oggi dall’Onu cioè dagli Usa) e guerre ingiuste (condannata una volta etc. etc.).

La guerra in Ucraìna fa più impressione perché chi muore è di pelle bianca come noi. I cadaveri abbandonati nelle guerre in Africa sono di pelle scura e molti non li vedono come propri simili. Stesso destino per i morti nelle guerre asiatiche o nelle rivolte sudamericane. Non è perché Kiev è vicina (la sua distanza da Roma è più del doppio di quella di Tripoli, per esempio). La pressione mediatica ci mette del suo, ma è proprio una faccenda di somiglianza: la donna ucraìna morta rassomiglia alla nostra vicina di casa. Inutile strillare e battersi il petto e sostenere che non è vero: ciascuno dentro di sé sa che le cose stanno così.

Tornando in Pakistan, il Paese di 220 milioni di persone che Khan ha guidato per tre anni e mezzo, va ricordato che alla fine dello scorso anno i militari avevano tolto il sostegno a Khan per contrasti sulla nomina del capo dell’intelligence (Sharif promette aumenti di salari e pensioni).

Va anche ricordato che in un’intervista televisiva Khan aveva risposto un “assolutamente no” alla domanda se avrebbe dato agli Usa (che si erano ritirati dal vicino Afghanistan) il permesso di impiantare basi militari nel Paese.

La battaglia di Khan continua in tv e nelle piazze, ma la richiesta di elezioni anticipate è soltanto uno slogan. Le prossime elezioni parlamentari sono comunque previste per l’anno prossimo.

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