L’UE AL MALI: Scegliete tra i nostri aiuti e quelli russi

Il Mali deve scegliere tra l’Unione Europea e la Federazione Russa. Per aiutare quel Paese a decidere, l’Alto rappresentante della UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, lo spagnolo Josep Borrell, ha annunciato: «Stiamo interrompendo le missioni di addestramento per le forze armate maliane e per la guardia nazionale». La decisione dell’UE arriva dopo un rapporto di “Human Rights Watch” sulla presunta uccisione di 300 persone, per lo più civili della città di Moura, in un’operazione militare condotta dalle forze maliane insieme con combattenti stranieri. Gli stranieri sono quelli del “gruppo Wagner“, l’organizzazione privata russa indicata come braccio armato mercenario di Mosca. Le denunce di uccisioni di civili in Mali e nel Sahel in generale hanno colpito più volte anche la Francia. L’annuncio di Borrell è un avvertimento politico a Bamako, capitale maliana e sede del governo militare (MALI. Tra colonnelli e africani confinanti malintenzionati).

Sono due le missioni della UE: una per l’esercito e una per la polizia. Ma l’Europa partecipa anche a MINUSMA (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali) che supporta le forze locali contro i ribelli armati (Tuareg etc.) che da anni lottano per avere una casa propria. Sono circa 13 mila i soldati e circa duemila gli agenti di polizia impegnati nella missione MINUSMA. Le truppe francesi si sono ritirate a febbraio e il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock è andata tra i soldati a Gao prima di decidere se estendere la presenza della Germania in Mali. Attualmente sono circa 1.500 i soldati tedeschi schierati.

MINUSMA, già indebolita dal ritiro di Parigi, potrebbe diventare a sua volta un obiettivo dei combattenti antigovernativi. La situazione è delicata. Bamako ha intensificato i rapporti con Mosca e indebolito il processo democratico. Dovrà invertire i rapporti. Lo farà? La presenza europea in Africa serve, forse, più alla UE che agli africani.

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