Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente tunisino Kais Saied

TURCHIA-TUNISIA. Erdogan attacca Saied: le reazioni

Ankara e Tunisi ai ferri corti. Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan aveva detto che la decisione del presidente della Tunisia Kais Saied di sciogliere il Parlamento era stata un «colpo alla volontà del popolo» e una «offesa alla democrazia». Erdogan, in questo periodo è in grande spolvero e nessuno più gli punta il dito contro, già occupati come sono a criminalizzare altri, per cui interviene nel teatrino (a volte tragico e sanguinoso) della politica internazionale senza temere “sanzioni”. Va ricordato che il Parlamento tunisino è stato a lungo dominato da Ennahdha, un partito “amico” del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP – Adalet ve Kalkinma Partisi) principale forza nel governo di Erdogan e nemico giurato di Saied.

Il presidente tunisino ha replicato ordinando al ministro degli Esteri Othman Jarandi di respingere «ogni interferenza in qualsiasi forma» negli affari tunisini, per cui è stato convocato l’ambasciatore della Turchia. Saied, che da luglio ha assunto ampi poteri, ha “licenziato” il Parlamento la scorsa settimana (Saied all’angolo: ha contro Fmi, Fitch e Banca Mondiale).

Il ministero degli Esteri tunisino ha fatto sapere che Jarandi aveva parlato al telefono con il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, dopodiché aveva convocato l’ambasciatore di Ankara per protesta.

Il Parlamento tunisino era stato sciolto dopo che i parlamentari avevano apertamente sfidato Saied tenendo una sessione plenaria online per votare contro le “misure eccezionali” che avevano sospeso la loro camera e avevano conferito al presidente un potere quasi totale. Saied aveva denunciato la mossa del Parlamento come un «tentativo di colpo di stato», dichiarando che i responsabili avevano «tradito» la nazione. Il ministro della Giustizia tunisino Leila Jeffal aveva poi chiesto al procuratore generale di aprire un’indagine giudiziaria contro i membri con l’accusa di “cospirazione contro la sicurezza dello Stato“.

L’anno scorso, il presidente si era dato il potere di governare e legiferare per decreto (manco fosse Draghi!) e aveva preso il controllo della magistratura.

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close