Il grafico elaborato dal Centro Studi Confindustria

Il gas c’è, ma anche chi ci straguadagna

È proprio così: il gas c’è. Anzi. Ne stiamo importando dalla Russia qualcosa in più del solito. Abbiamo i depositi pieni e funzionano a pieno regime anche i gasdotti dall’Algeria etc. E allora? Come si spiegano questi aumenti mostruosi? Perché arrivano bollette stratosferiche? Se un pensionato con la minima si vede arrivare una bolletta da 800 euro, non reagisce perché ormai è abituato. Lo sanno anche i bambini all’asilo che in Italia c’è una legge per qualsiasi moto dell’animo, del cuore e della mente. Tra poco arriverà una legge anche per quelli che oseranno dire che i cavalli sono scemi, i gatti ladri e i cani sporcaccioni. Non si può dire alcunché che non sia stato benedetto come giusto responsabile vero. In Italia ha vinto la mentalità israeliana: se attacchi le azioni militari di Tel Aviv contro Gaza, significa che sei un razzista, antisemita. E ti va pure bene che non ti denuncino, ti processino e ti condannino. Perciò, il pensionato deve stringere la cinghia e genuflettersi dinanzi al demiurgo Draghi che farà in modo che la bolletta venga rateizzata. E quella dopo? A quanto pare, infatti, gli speculatori che stanno straguadagnando con i prezzi del gas (che fanno salire a loro piacimento) hanno già in programma di tenere sopra i 300 per i prossimi mesi, di scendere poi gradualmente e di arrivare ai prezzi normali tra due anni. Intesi? Tra due anni!

Stesso discorso per la benzina. Può anche essere vero che la benzina sia razionata nel Togo, ma in Italia ce n’è in abbondanza e i rifornimenti arrivano come al solito.

La speculazione gioca sul futuro: se le sanzioni americane ed europee metteranno in ginocchio la Russia, se saranno interrotte le forniture di gas e petrolio russi verso l’Europa, a cominciare dall’Italia, i prezzi saliranno alle stelle, per cui chi ha comprato a 50 potrà rivendere a 500, se non di più. Ma anche l’ultimo asino di un corso di economia sa che non accadrà mai: Mosca non taglierà mai le forniture all’Europa. Forse gli speculatori sperano che Washington ordinerà all’Europa di non pagare più le bollette russe. Ma questo è un’ipotesi con pochi punti di probabilità.

Intanto Draghi gioca a fare l’ingegnere ecologista mettendo soldi per centrali eoliche ed altre inutilità. Il vecchio cronista ricorda il varo del primo Pen, Piano energetico nazionale, di parecchi decenni fa, che stabiliva un terzo al petrolio, un terzo al gas e un terzo alle rinnovabili. Dopo il primo, ne arrivarono altri, ma senza risultati tangibili (e poi c’era la faccenda del nucleare che la gente si caca sotto). Se anche l’Italia cominciasse ora con una mirata politica energetica, ci metterebbe minimo dieci anni (ma sarebbero di più grazie alle proteste e ai blocchi di fanatici ecologisti e di furbi imprenditori) per ridurre allo stretto indispensabile la dipendenza dall’esterno.

Se il governo Draghi fosse amico dell’Italia per davvero, saprebbe cosa fare, perché l’attuale presidente del Consiglio, già “governatore” della Banca centrale europea, conosce perfettamente i meccanismi di borsa, i trucchi degli speculatori e le scommesse.

Non sarebbe una guerra contro la finanza, perché la finanza non è malvagia di per sé, ma contro quella finanza che veleggia sulla bolla speculativa. Ma questo governo non è amico nostro. Manco per niente.

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