Erbil, capitale della regione autonona del Kardish, nel nord dell'Iraq

IRAQ. Dodici missili balistici hanno colpito la città curda di Erbil

Una dozzina di missili balistici lanciati dall’esterno dell’Iraq hanno colpito Erbil, la capitale regionale curda. Al momento all’emittente “Al Jazeera” non risultano rivendicazioni. Il governatore di Erbil Omed Khoshnaw aveva parlato in precedenza di un attacco contro il consolato degli Stati Uniti e un portavoce del Dipartimento di Stato Usa lo aveva definito un «attacco oltraggioso», specificando che non c’erano stati danni e che nessun americano era rimasto ferito. Evidentemente l’attacco è un fatto diverso da questo lancio di missili, infatti la televisione di stato irachena ha riportato una dichiarazione della forza antiterrorismo della regione semiautonoma curda a proposito di 12 missili lanciati dall’esterno dell’Iraq su Erbil senza specificare dove avessero colpito. Un corrispondente della stessa tv ha affermato che i missili erano puntati su «basi israeliane segrete», ma non ha fornito ulteriori informazioni.

Masrour Barzani, primo ministro del governo regionale curdo (KRG) del nord dell’Iraq, in un post sull’account Twitter ufficiale del KRG, ha scritto: «Erbil non si inchinerà ai codardi. Condanno fermamente l’attacco terroristico in diverse località di Erbil». Senza dire altro. I funzionari curdi non hanno detto dove hanno colpito i missili. Un portavoce delle autorità regionali ha affermato che non ci sono state interruzioni di volo all’aeroporto di Erbil.

I residenti di Erbil hanno pubblicato video online che mostrano diverse grandi esplosioni e alcuni hanno affermato che le esplosioni hanno scosso le loro case. L’agenzia di stampa “Reuters” ha affermato di non poter verificare in modo indipendente quei video.

Va ricordato che le forze statunitensi stanziate nel complesso dell’aeroporto internazionale di Erbil sono state in passato sotto attacchi di razzi e droni dei quali, secondo i funzionari americani, i responsabili erano stati gruppi armati allineati con l’Iran, ma da diversi mesi non si verificavano attacchi di questo tipo. L’ultima volta che i missili balistici sono stati diretti contro le forze statunitensi è stata nel gennaio 2020, una rappresaglia iraniana per l’uccisione da parte degli Stati Uniti all’inizio di quel mese del suo comandante militare Qassem Soleimani all’aeroporto di Baghdad.

Osama Bin Javaid, parlando da Baghdad, ha dichiarato ad “Al Jazeera”: «Finora non ci sono conferme ufficiali sul lancio di questi 12 missili dall’Iran, ma quello che abbiamo sentito dai funzionari è che è stata ordinata un’indagine per cercare di capire da dove provenissero questi missili e quale fosse il motivo». Il giornalista (esperto dell’area e specializzato in Afghanistan e Pakistan) ha aggiunto che questi missili capitano in un «incrocio critico» delle relazioni dell’Iran con il mondo, dove i colloqui di Vienna sul rilancio dell’accordo nucleare del 2015 sono stati sospesi.

L’Iraq e la vicina Siria sono regolarmente teatro di violenze tra Stati Uniti e Iran. I gruppi sciiti sostenuti dall’Iran hanno attaccato le forze statunitensi in entrambi i paesi e Washington ha reagito con incursioni aeree.

Un attacco aereo israeliano in Siria ha ucciso due membri del Corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC), secondo quanto riferito questa settimana dai media statali iraniani. L’IRGC ha promesso di vendicarsi.

 

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