BURKINA FASO. Guerriglia e manifestazioni anti-francesi

A Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, centinaia di persone sono scese in piazza per manifestare contro il gruppo francese Bolloré, che gestisce la ferrovia Sitarail. I manifestanti hanno chiesto le dimissioni del management perché non ha rispettato gli impegni presi in merito ai lavori per il funzionamento della ferrovia che collegava Abidjan a Kaya e Tambao. La ferrovia fu aperta all’inizio del 1900 dai francesi e collegava la Costa d’Avorio al Burkina Faso. Quando i paesi dell’Africa occidentale ottennero l’indipendenza, le compagnie nazionali gestirono la ferrovia Sitarail fino al 1994, quando venne privatizzata su “consiglio” della Banca Mondiale e Bolloré ne divenne principale azionista e manager.

La protesta è spontanea? è una dimostrazione antifrancese? ce ne saranno altre?

Dopo il golpe del 24 gennaio scorso (I Burkinabé s’appellano alla Russia), il governo militare aveva nominato presidente Paul-Henri Sandaogo Damiba. Adesso il Burkina Faso ha un primo ministro e un nuovo governo di 25 membri, di cui 6 donne. La lezione dell’Occidente è ben chiara anche a Ouagadougou: avere donne negli esecutivi è un segnale di democrazia e maturità.

Una dichiarazione del primo ministro Albert Ouédraogo dà da pensare. «Ci siamo impegnati – ha detto il neopremier – con il capo dello Stato a lavorare disinteressatamente per alleviare le sofferenze della gente e per riportare il nostro Paese ai suoi confini territoriali».

Le forze della guerriglia controllano alcune aree e perciò Ouédraogo ha semplicemente annunziato una nuova offensiva militare.

Intanto, lo Stato maggiore francese ha comunicato l’uccisione di più di 30 jihadisti in diversi raid aerei in Burkina Faso.

Il fatto è che i guerriglieri jihadisti del Sahel stanno ampliando il campo d’azione e i francesi temono un incendio in tutto il Sahel. Del resto, la Francia non può ritirarsi da tutte le ex colonie a cominciare dal Niger dove sono le miniere d’uranio.

 

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