GUERRA IN UCRAINA Gli americani stavolta s’erano preparati

Come mai i generali russi sono stati sorpresi dalla resistenza ucraina? Gli 007 russi avevano disegnato un quadro rassicurante? i carri armati sarebbero entrati a Kiev come un coltello nel burro? il governo ucraino sarebbe stato rovesciato al primo colpo di fucile? Probabilmente l’attacco russo non è stato devastante come richiedono le leggi della guerra lampo, perché Putin era stato convinto che la questione sarebbe stata risolta in poche ore. Si saprà prima o poi come siano andate le cose? Boh!

Parrebbe una riedizione della fallimentare campagna militare italiana in Grecia tra il 1940 e il 1941. Secondo il ministro degli Esteri Galeazzo Ciano e gli 007 a lui collegati, in Grecia non aspettavano che l’arrivo degli italiani per insorgere e acclamare il Duce. Per anni, infatti, Roma aveva finanziato e armato il dissenso greco. Secondo le inevitabili malelingue, la gran parte di quei soldi era servita ad ingrassare una manica di imbroglioni. Comunque, al governo c’era il filofascista Ioannis Metaxas e sul trono sedeva re Giorgio II (grazie ad un golpe che aveva cancellato la repubblica). Tutto faceva supporre che la campagna greca sarebbe stata una passeggiata di salute. Com’è noto fu un disastro. Le denunce di incapacità a carico di certi generali (Badoglio in primis) non spiegavano appieno la situazione; al fondo c’era l’imbroglio: gli 007 erano stati illusi (o comprati) e il sostegno britannico aveva rafforzato l’esercito greco. Putin è cascato in una trappola analoga?

Al momento, il vecchio cronista ha scovato qualcosa che forse aiuta a capire. Innanzitutto, va segnalato che il sito degli 007 ucraini è fuori servizio. Impossibile contattare l’Ukraine Intelligence. La dizione sul web è: The Security Service of Ukraine (SSU) (Sluzhba Bespeky Ukrayiny SBU), which encompasses law enforcement and intelligence functions, is the authority responsible for ensuring the state security of Ukraine. Tutto qua.

Un documento, però, è possibile leggerlo tutt’oggi. Si tratta di un accordo strategico firmato il 31 agosto dello scorso anno dal segretario della Difesa Usa Lloyd Austin e dal ministro della Difesa ucraina Andrii Taran. Leggiamo: «…delineating further how DoD and MOD collaborate to advance the military capabilities and readiness of Ukraine to preserve the country’s territorial integrity, progress toward NATO interoperability, and promote regional security», cioè le due parti (DoD, Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, e MOD, Ministero della Difesa dell’Ucraina) collaborano per sviluppare le capacità militari e la prontezza dell’Ucraina al fine di preservarne l’integrità territoriale, progredire verso l’interoperabilità della NATO e promuovere la sicurezza regionale.

Leggiamo anche: «Facilitating the execution of a defense industry strategy and reforms to meet the needs of Ukraine’s forces, including greater transparency in Ukrainian defense procurement, the implementation of Ukrainian corporate governance reforms, and building long-term strategic partnership in the field of science and technology that impact the future security environment. Deepening Black Sea cooperation to ensure freedom of navigation and effectively counter external threats and challenges in all domains». In breve: gli Usa s’impegnavano a soddisfare le esigenze delle forze armate ucraine (inclusa una maggiore trasparenza negli appalti) ed a rafforzare la cooperazione nel Mar Nero per garantire libertà di navigazione e contrastare minacce esterne.

C’è un passaggio ancora più importante: «Closer partnership of defense intelligence communities in support of military planning and defensive operations. DoD and MoD are jointly pursuing these strategic priorities through several lines of effort and associated activities aimed at reinforcing our shared policy objectives». Si programmava, cioè, una più stretta collaborazione delle comunità di intelligence della difesa a sostegno della pianificazione militare e delle operazioni difensive.

Un documento intitolato “Agreement between the UNITED STATES OF AMERICA and UKRAINE Signed at Kiev August 4, 2003”, secondo il giornalista Tim Weiner, premiato con il Pulitzer per le inchieste sugli 007 statunitensi, anticipa che «la CIA e l’Agenzia per la sicurezza nazionale potrebbero supportare la resistenza ucraina con l’intelligence sul campo di battaglia. La CIA potrebbe anche fornire armi letali come i missili antiaerei Stinger» (The CIA and the National Security Agency could support the Ukrainian resistance with battlefield intelligence. The CIA also could provide lethal weapons like Stinger anti-aircraft missiles). Weiner ha anche aggiunto: «The CIA has been training small groups of Ukrainians in irregular warfare — that is, paramilitary operations — for eight years. It’s conceivable — if this conflict turns into a long and bloody occupation — that CIA officers could join the battle themselves…» (La Cia ha addestrato per otto anni piccoli gruppi di ucraini alla guerra irregolare. È probabile che se questo conflitto si trasformasse in una lunga occupazione gli agenti della Cia scenderebbero in campo personalmente).

Ricapitolando: sono anni che gli americani preparano l’Ucraina a sostenere un attacco russo. I generali di Putin debbono ora correre ai ripari ed occupare più territorio possibile prima del cessate il fuoco. C’è un’altra parte degli accordi Usa-Ucraina che va tenuta di conto ed è l’accordo per la tutela delle informazioni militari (Agreement between the government of the United States of America and the government of Ukraine on protection of classified defense information), secondo il quale «Classified equipment shall be transported in sealed, covered vehicles, or be securely packaged or protected in order to prevent identification of its details, and kept under continuous control to prevent access by unauthorized persons» (L’attrezzatura classificata deve essere trasportata in veicoli sigillati e coperti, oppure essere imballata o protetta in modo sicuro per impedirne l’identificazione e tenuta sotto controllo continuo per impedire l’accesso da parte di persone non autorizzate).

Insomma, Washington s’era tutelata a sufficienza, mentre il Cremlino è stato alquanto incauto. E ora paga pegno.

 

 

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