Rifornimenti Usa per l'Ucraina

UCRAINA-RUSSIA. Due dichiarazioni che spiegano la guerra

Due dichiarazioni ufficiali mostrano le cause della guerra in Ucraina. Lo scorso 22 febbraio, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kiev-Haly della Chiesa greco-cattolica ucraina aveva detto che il riconoscimento russo delle repubbliche separatiste era «una seria sfida e minaccia all’intera comunità internazionale (…) è arrivato il momento di unire i nostri sforzi per difendere l’indipendenza, l’integrità territoriale e la sovranità dello Stato ucraino». I referendum votati liberamente dalle popolazioni che avevano scelto l’indipendenza dall’Ucraina non contano. Se avessero votato a favore di Kiev, oggi tutti parlerebbero di quelle democratiche consultazioni. Lo stesso giorno dell’intervento di Sua Beatitudine, il Pentagono confermava la mobilitazione di 800 soldati dall’Italia verso i Paesi Baltici e la dislocazione di aerei ed elicotteri inviati da Germania e Polonia in quella stessa area. E sempre nello stesso giorno il governo ucraino richiamava 36 mila riservisti tra i 18 ed i 60 anni.

L’addestramento dei riservisti ucraini

La seconda dichiarazione è del presidente del Parlamento russo (la Duma) Vyacheslav Volodin, il quale due giorni fa aveva fatto appello al popolo ucraino: «Vi chiediamo di non partecipare alla mobilitazione proposta dalle autorità di Kiev. Loro non sono indipendenti: ricevono ordini da Washington e Bruxelles».

Un governo liberamente eletto era stato giudicato troppo amico della Russia e perciò abbattuto “a furor di popolo” per fare posto ad un governo amico dell’Europa (il nome di Euromaidan fu inventato dall’americana Radio Free Europe). Tra il 2013 e il 2014, i contrasti tra la parte occidentale filoccidentale e la parte orientale filorussa sono sfociati in una dura guerra civile. Incontri, riunioni e “tavoli della pace” arrivarono ad un cessate il fuoco mai rispettato, per cui le forze armate ucraine hanno continuato a “rosicchiare” pezzi di terreno delle due repubbliche autonome (La domanda è: come elimineranno Putin?).

Cos’era successo nei giorni precedenti? Il 7 febbraio, il generale americano Christopher Donahue, comandante dell’82a divisione aviotrasportata, s’insediava al confine polacco con un rinforzino di 1.700 militari Usa. Alla fine di gennaio il presidente americano Joe Biden aveva annunciato l’invio di truppe e la britannica Liz Truss ministra degli Esteri aveva dichiarato: «Ci assicureremo che le forze ucraine abbiano tutto il supporto che possiamo dare loro, sia che si tratti di supporto di intelligence, informatico o di armi di difesa che stiamo già fornendo». Il segretario generale dell’alleanza atlantica Jens Stoltenberg aveva avvertito: «Gli alleati della Nato hanno addestratori lì e forniscono attrezzature e armi difensive».

Il 4 febbraio, il portavoce del Pentagono John Kirby aveva chiarito che l’invio di 3 mila soldati Usa in Germania, Polonia e Romania era un’aggiunta agli 8.500 soldati già in stato di allerta. Annunciava, inoltre, ulteriori spostamenti in caso di necessità, mentre la portaerei Truman s’avvicinava al Mar Nero.

La portaerei Truman verso il Mar Nero

La guerra non è scoppiata all’improvviso e gli Usa, la Nato e alleati vari non erano impreparati.

 

 

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close