Burkinabé esultanti per la liberazione dal regime di Kaboré

GOLPE IN BURKINA FASO. I Burkinabé s’appellano alla Russia

Il colpo di stato in Burkina Faso c’è stato. Il presidente Roch Marc Christian Kaboré è stato arrestato. Nonostante le smentite ufficiali raccolte dai principali organi d’informazione del mondo, il fatto che il presidente non si fosse fatto vedere né in tv né altrove era – per il vecchio cronista – un segno che smentiva le smentite (https://internettuale.net/5003/burkina-faso-si-spara-nella-capitale-e-si-vocifera-di-un-golpe). Poche ore dopo, infatti, il Mouvement patriotique pour la sauvegarde et la restauration MPSR (Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione) ha annunciato l’arresto di Kaboré, il cambio di governo e il coprifuoco dalle nove di sera alle cinque del mattino. Il Burkina Faso s’è dimostrato un paese normale imponendo il coprifuoco a difesa del golpe. In Italia, invece, è stato imposto per difendere un colpo di stato strisciante con il solo supporto delle forze di polizia e di un’influenza.

La mattina dopo, i manifestanti sono scesi in piazza nella capitale Ouagadougou non più per protestare contro il regime di Roch Marc Christian Kaboré, bensì per approvarne l’arresto. Mentre in Burkina Faso si registravano manifestazioni di gioia, l’Onu chiedeva il rilascio del presidente. Come mai le Nazioni Unite si sono mosse a favore di Kaboré? Cosa c’è sotto? Quale grande gioco (Great Game, come fu definito lo scontro sotterraneo tra l’impero britannico e l’impero russo per l’India) si sta svolgendo in questo poverissimo stato africano, già colonia francese e già République de Haute-Volta?

Per i Burkinabé non è stato un golpe ma una liberazione. I punti di vista sono quelli che definiscono la realtà: in Italia, l’occupazione del territorio nazionale e delle colonie da parte degli anglo-americani è stato definito “liberazione” dai corifei della pubblicistica ufficiale.

Dovrebbe far riflettere che tra i manifestanti sventolavano parecchie bandiere del Mali (dal quale si sono appena ritirate le truppe d’occupazione francesi) e della Russia con la quale in molti chiedono la cooperazione, come ha già fatto il Mali (dove, non va dimenticato, sono state attaccate anche le basi dei soldati italiani).

A capo dell’attuale governo c’è il tenente colonnello Sandaogo Paul Henri Damiba che, oltre a sciogliere il governo di Kaboré, a sospendere la costituzione, ad imporre il coprifuoco, ha anche chiuso le frontiere terrestri e aeree. Una precauzione necessaria per impedire incursioni in nome dei sacri princìpi umanitari democratici.

In un anno e mezzo, ci sono stati tre colpi di stato in questo paese dell’Africa Occidentale, squassato da una lunga guerra di guerriglia, che le truppe di diverse nazioni, con la Francia in testa, finora non sono riuscite a fermare.

In un messaggio televisivo il nuovo governo ha annunciato che presto ci saranno nuove elezioni. Anche in Italia, dopo le manovre Quirinale-Palazzo Chigi, si potrà finalmente tornare a votare.

 

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