Una strada di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso

BURKINA FASO. Si spara nella capitale e si vocifera di un golpe

C’è stato un colpo di stato nel Burkina Faso? La Cnn, Al Jazeera e anche Tgcom24 l’hanno smentito, mentre su molti altri siti si leggono i risultati dell’incontro di calcio per la Coppa d’Africa. Sta di fatto che ci sono stati disordini e scontri; e che in un paio di caserme sono state registrate sparatorie. Le smentite sono arrivate da fonti ufficiali. La Cnn ha riportato la dichiarazione del portavoce del governo Alkassoum Maiga: «Il governo, pur confermando gli spari in alcune caserme, nega queste informazioni (a proposito della presa del potere da parte dei militari; ndr) e invita la popolazione a mantenere la calma». Al Jazeera ha riportato l’intervento del ministro della Difesa generale Bathelemy Simpore: «Per ora, non conosciamo le loro motivazioni o cosa chiedono (i militari delle caserme della capitale; ndr). Stiamo cercando di metterci in contatto con loro». Il generale ha anche smentito le voci sull’arresto del presidente Roch Marc Kabore. Tgcom24 ha smentito la notizia del golpe senza citare le fonti.

Sta di fatto che nell’ultima settimana erano aumentati gli scontri tra manifestanti e polizia, nonostante i divieti di raduno emanati dal governo. Le sparatorie hanno interessato soprattutto un centro nella capitale Ouagadougou dove sono rinchiusi detenuti condannati per il tentativo di colpo di Stato di sei anni fa. Nelle strade della capitale sono state erette barricate di fortuna e la polizia, in perfetta tenuta antisommossa, ha sparato gas lacrimogeni ed ha arrestato una dozzina di manifestanti (pare che ci siano anche feriti tra i giornalisti che seguivano gli avvenimenti).

Piuttosto che di una presa del potere da parte dei militari, si parla di una sommossa (il pronunciamiento, come dicono gli spagnoli, di solito è propedeutico ad un golpe) da parte dei miliari che chiedono riforme dell’esercito per migliorare le condizioni di lavoro, un cambio nelle gerarchie e nell’intelligence, e più impegno nell’assistenza ai feriti e alle famiglie delle vittime a causa di una lunga guerra di guerriglia. Non va dimenticato, infatti, che il Burkina Faso è squassato da anni da attentati (https://internettuale.net/2525/attacco-al-cuore-dellafrica-strage-di-turisti-in-burkina-faso-armati-qaidisti-assaltano-un-hotel-contrattacco-delle-teste-di-cuoio).

Dicono che il presidente Roch Marc Christian Kaboré (al potere dal 2015) non sia stato arrestato ma a parlare sono generali, ministri e portavoce, mentre del presidente non si hanno notizie.

Il Burkina Faso, abitato da circa 60 gruppi etnici che parlano 67 lingue e dialetti, è uno dei Paesi saheliani più poveri del mondo.

 

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