Giugno 2015: La Chiesa del miracolo “Dei Pani e dei Pesci” sulle rive del Lago di Tiberiade, in Galilea, incendiata da fanatici israeliani

CATTOLICI-EBREI. I vescovi: lasciare andare il passato

In occasione della 33.ma Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei, don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, ha sottolineato: «E’ molto importante il dialogo ebraico-cristiano, in quanto la posta in gioco è l’acquisizione della coscienza dei cristiani dei loro legami con il gregge di Abramo e delle conseguenze che ne derivano sul piano dottrinale, per la disciplina, la liturgia, la vita spirituale della Chiesa e addirittura per la sua stessa missione nel mondo oggi».

L’autorevole funzionario della Conferenza episcopale italiana ha poi concluso: «Dobbiamo affermare una cosa molto importante, che non è ancora acquisita: il dialogo con gli ebrei è un elemento chiave dell’identità cristiana e necessita di un investimento nella pastorale“.

Quest’anno, l’appuntamento è stato imperniato sulla Lettera di Geremia agli ebrei esiliati a Babilonia. I vescovi hanno commentato: «La comunità in esilio aveva una duplice tentazione: perdere ogni speranza e costruire una comunità chiusa, distaccata e ripiegata su se stessa». Dio diede indicazioni e da queste indicazioni, rimarcano i vescovi italiani,  scaturisce anche un’importante promessa per il futuro: abbandonarsi, lasciar andare il passato e il desiderio che tutto torni come prima.

Cero è che il “contenzioso” – e il termine è blando – tra Santa Sede e Israele è pesante.

Sulle pareti scritte in ebraico contro “chi crede negli idoli”

Sulla guerra di logoramento (e di espulsione programmata) contro i Palestinesi e, più in generale, sull’espansionismo bellico israeliano, il Vaticano è intervenuto più volte (https://internettuale.net/3320/il-vaticano-denuncia-gli-attacchi-aerei-di-israele-in-siria).

Anche sui comportamenti israeliani nei confronti dei cattolici, non si contano le lamentele (https://internettuale.net/86/tel-aviv-delude-la-santa-sede-che-ricorda-la-lezione-di-san-francesco).

Il dialogo della Chiesa con gli ebrei non ha cancellato la voglia evangelica (https://internettuale.net/132/benedetto-xvi-prega-per-la-conversione-disraele).

Per quanto riguarda questioni più materiali, diciamo così, il dialogo è, se vogliamo, ancora più “complicato” (https://internettuale.net/803/vaticano-israele-rapporti-difficili).

In alcuni momenti, il confronto si fa serratissimo ed è quando le truppe israeliane sparano nelle vicinanze della Basilica della Natività a Betlemme facendo incazzare i francescani custodi della Terra Santa. L’obiettivo strategico della Chiesa di Roma è arrivare al Dio universale assorbendo le altre confessioni; i preti lavorano con l’Islam e con l’Ebraismo, ma anche con le “sette” cristiane (protestanti etc.). È un programma degno di un istituto più che bimillenario: le tappe della Chiesa hanno poco che fare con i tempi umani.

 

 

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