Per sedute molto lunghe.

GOVERNO&COVID. Chi si oppone non mangia

Pare che nessuno sottolinei che l’attuale governo riposi su una montagna di soldi. Pare che nessuno dica che mandare al Quirinale Mario Draghi significherebbe spesa libera per tutti (“opposizioni” comprese; le virgolette sono d’obbligo perché in buona sostanza seguono tutti le direttive governative). Il banchiere venuto dal Massachusetts Institute of Technology sa fare di conto e, soprattutto, conosce la differenza tra una spesa improduttiva e un investimento. Per i politicanti di casa nostra la differenza tra una spesa ed un’altra è calcolata in termini di voti: acciuffo più voti se do lo stipendio alle casalinghe o se distribuisco quattrini agli agricoltori? se finanzio il progetto di Tizio oppure di Sempronio? I calcoli sono questi, poi è compito dei “creativi” scrivere discorsi e comunicati “a conferma dell’impegno per la crescita della democrazia, delle pari opportunità…” e bla bla bla.

Che il governo Draghi sia il vero padrone è dimostrato dall’escalation adottata per combattere la Covid. Decreto dopo decreto, con astuta nonché efficace progressione, il governo rinchiude gli spaventatissimi abitanti dell’Italia (chiamarli Italiani sarebbe esagerato) in un grande stabbio sotto il controllo di un famelico branco di lupi travestiti da cani da pastore. A suo tempo perfino il papa denunciò i “provvedimenti drastici” (Papa Francesco: le misure drastiche non sempre sono buone), ma oggi anche in Vaticano si tifa per il governo Draghi.

Una, due, tre, quattro… le dosi dei vaccini crescono di numero per il semplice fatto che non si tratta di vaccini. Sono medicinali sperimentali che le case farmaceutiche hanno avuto il potere di testare guadagnandoci soldi a palate e senza spendere un centesimo. Di solito, per testare un nuovo farmaco tocca spendere soldi per procurarsi le cavie (anche andando in sperduti villaggi africani è comunque necessario sborsare denaro) e “incoraggiare” lunghe trafile per arrivare alla certificazione finale. Per la Covid, è andata diversamente. Quei pochi interventi contro un vaccino o a favore di un altro appartengono alla normale prassi dello scontro tra concorrenti. Anche le “indicazioni” sull’età e sul sesso sono cambiate di volta in volta a colpi di “incoraggiamenti” di un’azienda piuttosto che di un’altra.

La domanda che qualcuno si pone e cioè come mai con percentuali bulgare di vaccinati la malattia continua a diffondersi ha una risposta sola: la variante. Di mese in mese, infatti, spunta una “variante” per la quale è necessario rafforzare il vaccino con un’altra dose.

Una folla terrorizzata accetta qualsiasi cosa. È disposta a sacrificare libertà, soldi, dignità, orgoglio… tutto pur di ottenere protezione e vivere tranquilla (COVID-19. La paura fa 90 ma poi arrivano i soldi). Ma non basta. Stavolta la folla deve ringraziare i governativi per la difesa che assicurano, ma deve anche maledire chi si sottrae all’obbedienza. Non è una novità: in Italia (e in un paio di Paesi afroasiatici e sudamericani) i governi stanno bene attenti a tenere le folle schierate su fronti opposti: anticomunismo antifascismo antiberlusconismo… poco importa lo spauracchio che divide, fondamentale è che le masse siano divise come al derby. I tifosi fanno bene ai governi giacché sono passionali e perciò facilmente manovrabili.

Perché nessuno si alza a protestare? Questa è una domanda sciocca: nessuno si mette contro chi siede su una montagna di soldi. In democrazia, gli oppositori non sono spediti al confino. In democrazia, agli oppositori è vietato sedersi a tavola.

(l’immagine in apertura richiama la lunghissima seduta del Consiglio dei ministri…)

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