Minestra somala: Formaggio, guerriglia, Turchia e servizi segreti

L’accusa di corruzione è la via più facile per liberarsi degli avversari politici. Lo sanno anche in Africa, dove il presidente della Repubblica federale di Somalia Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo (storpiatura dell’italiano “formaggio”) ha sospeso il primo ministro Mohamed Hussein Roble accusandolo per l’appunto di corruzione in merito alle acquisizioni di alcuni terreni. Ovviamente, come sanno anche in Italia, l’accusa è stata tirata fuori nel tentativo da parte di Formaggio di mettere a tacere i “malumori” nei propri confronti. Non soltanto si è prorogato l’incarico di due anni (golpe strisciante) quanto e soprattutto briga più o meno apertamente per sabotare le consultazioni elettorali. Ciò che succede anche in Italia ma se accusiamo qualcuno di golpe strisciante finiamo in galera (a meno che l’accusa non sia appoggiata dai media di regime per fregare qualcuno diventato scomodo).

Nella Repubblica federale di Somalia i contrasti politici – che pure sono il sale della democrazia – si sommano alla guerriglia in corso, per cui un ruolo di primo piano lo svolgono quei cattivoni di militari (senza fiori nei fucili). La reazione del primo ministro Roble è stata di ordinare ai cattivoni di obbedire soltanto a lui. Le accuse di golpe si sprecano da ambo le parti: carri armati per le strade a difesa del palazzo presidenziale, il ministro della Sicurezza Abdullahi Mohamed Nur che promette punizioni severe contro i golpisti, gruppi di civili che bloccano l’accesso agli uffici di Roble e una ridda di voci riportate da corrispondenti (molti non sono nemmeno sul posto). Cosa stia succedendo realmente, lo si saprà soltanto contando i morti. L’accusa di corruzione ha colpito anche il generale comandante delle forze navali Abdihamid Mohamed Dirir e ciò denuncia la lotta interna in corso fra i vertici militari.

All’estero, intanto, il governo Usa e la commissione dell’Unione africana hanno invitato alla moderazione chiedendo che riprenda il dialogo tra il presidente e il primo ministro (cosa nasconda questo bla-bla, non lo sappiamo) e il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha avuto una lunga telefonata con il suo omologo somalo Mohamed Abdirizak Mohamud (motivo ufficiale: le relazioni bilaterali).

La bandiera di Al-Shabaab

Sul fronte della guerriglia si registrano scontri tra l’esercito (Somali National Army – SNA) e i guerriglieri di Al-Shabaab (“i Giovani”) cioè il Movimento di Resistenza Popolare nella Terra delle Due Migrazioni. L’agenzia dei militari SONNA (Somali National News Agency) ha dato la notizia di nove guerriglieri uccisi, mentre Al-Shabaab ha fatto sapere di aver ucciso 4 militari e di averne feriti tre. Nel frattempo la NISA (National Intelligence and Security Agency) ha risposto alla lettera con la quale il ministro della Sicurezza Nur chiedeva aggiornamenti sulle condizioni dello sceicco Mukhtar Robow Ali, conosciuto con il suo alias Mukhtar Robow Abu Mansoor, vice emiro e portavoce di Al-Shabaab arrestato due anni fa.

«Spendiamo 7.000 dollari al mese per gestire la vita di Mukhtar Robow Ali e il benessere della sua famiglia»: ha dichiarato il direttore ad interim della NISA Yasin Abdullahi Mohamud, alias Yasin Farey.

Va ricordato che Mukhtar Robow Ali disertò alla fine del 2019 dopo essersi scontrato con gli altri leader di Al-Shabaab.

 

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