STRAGI DI BAMBINI. Re Erode era un dilettante

Papa Francesco ha celebrato la memoria liturgica dei Santi Innocenti, che ricorda la strage dei bambini di Betlemme fino a due anni, ordinata dal re Erode. L’episodio lo racconta l’evangelista Matteo, ma non ci sono riscontri storici attendibili. Quando si tratta di racconti biblici, è sempre un’impresa trovare le prove storiche. Sulla nascita di Gesù, per esempio, non si trovano d’accordo nemmeno gli evangelisti: Matteo racconta che Gesù nacque prima della morte di Erode il Grande (il 4 a.C.) e Luca che nacque nell’anno del censimento di Quirinio, cioè nel 6 d.C. Attualmente, l’ipotesi più gettonata dagli esperti è che Gesù sia nato tra il 6 e il 7 a.C. C’è anche chi dubita della stessa esistenza storica di Gesù, per cui saltiamo la questione e andiamo a Betlemme, teatro supposto della strage. Premesso che l’uccisione di un solo bambino è un atto da pena capitale, la dimensione della strage non è così grande come si è soliti pensare. Le cifre vanno ridimensionate senz’altro. La popolazione di Betlemme, che un censimento del 1922 registrava di 6.658 abitanti, era di gran lunga minore ai tempi di Erode. A quei tempi un insediamento di mille abitanti era considerato grande. A Gerusalemme, per esempio, nel 1868 si contavano circa 16mila abitanti. Poche decine di bambini, dunque, furono uccisi per ordine del crudele monarca, il quale, detto tra noi, era un dilettante se confrontato con i “monarchi-padroni” di oggi.

Quella strage fu poca cosa rispetto alle stragi quotidiane di bambini che muoiono per fame e per stanchezza, sfruttati sessualmente, costretti a lavorare (La strage degli innocenti). «I nuovi Erode dei nostri giorni – ha detto il papa – spezzano l’innocenza dei bambini sotto il peso del lavoro schiavo, della prostituzione e dello sfruttamento, delle guerre e dell’emigrazione forzata».

Le cifre? Secondo il rapporto (marzo 2021) dell’Organizzazione internazionale del lavoro sono circa 152 milioni i bambini costretti a lavorare. Di essi, 73 milioni fanno lavori pericolosi. Non si sa quanti siano reclutati come bambini soldato e quanti avviati alla prostituzione forzata.

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