VATICANO Nuovo codice penale per punire gli impuniti

Sono bastati dodici anni di lavoro del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi ed è stato varato il nuovo Libro VI del Codice di Diritto canonico, in pratica il nuovo sistema penale della Chiesa. Una nota ufficiale recita: «Il vecchio assetto penale si è rivelato, purtroppo, del tutto inadeguato alle esigenze della comunità cristiana e persino a danno del popolo di Dio». E spiega che era stato «scarsamente utilizzato anche di fronte alla necessità e all’urgenza di arginare e reprimere delitti gravi, contrariamente a quanto ha saputo fare la Chiesa fin dai tempi apostolici definendo, nel corso dei secoli, una disciplina penale propria, intonata alla sua struttura originale e alle sue finalità spirituali». La nota è stata redatta da Juan Ignacio Arrieta, Vescovo segretario del Pontificio Consiglio per i testi legislativi.

Adesso per il reato di abuso sui minori o di violenza sono comminate pene non soltanto per i sacerdoti ma anche per quei laici che lavorano negli uffici della Chiesa o che svolgono funzioni alle dipendenze della Curia e/o di amministrazioni collegate.

Le nuove norme sono più precise rispetto alle vecchie: ora si sa come e quando utilizzare le sanzioni canoniche e quali sono i parametri per la valutazione di fatti e circostanze in modo da punire i colpevoli e, in special modo, «riparare agli scandali», come scrive Monsignor Arrieta.

Il nuovo diritto penale della Chiesa ha un assetto sanzionatorio che contempla tutte le fattispecie delittuose, aumentate negli ultimi decenni. La ridefinizione delle azioni penalmente rilevanti ha cancellato le ambiguità e le opacità che consentivano ai colpevoli di evitare la giusta punizione.

La riforma, perché di questo si tratta, ha dato un taglio al sistema che affidava ai vescovi e/o ai superiori la valutazione dei fatti delittuosi e l’erogazione della pena. Nel recente passato, l’indeterminatezza delle norme ha consentito una grande elasticità, per così dire, nella loro applicazione (ed una eccessiva discrezionalità da parte dei vescovi). Gli scandali hanno mostrato una Chiesa spesso complice dei rei. Adesso, non dovrebbe essere più possibile. Ma, come ben sa l’uomo della strada, “fatta la legge, trovato l’inganno”.

 

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close