BERLINO. Merkel a Scholz: la Germania sopra tutto

La Kanzlerin Angela Merkel ha chiesto al successore il socialdemocratico Olaf Scholz di «lavorare al meglio per l’interesse della Germania». Chissà perché al vecchio cronista viene in mente il passaggio di consegne tra Enrico Letta e Matteo Renzi, sette anni fa. Se Letta, invece di girare la faccia dall’altra parte mentre consegnava il campanello, avesse invitato Renzi a lavorare al meglio per l’interesse dell’Italia, qualcuno gli avrebbe creduto? Qualcuno avrebbe pensato, sia pure soltanto per un secondo, che Renzi avrebbe lavorato per l’esclusivo interesse dell’Italia? Nessuno. Nemmeno i parenti più stretti. Anzi, soprattutto loro.

Quando si sentono le più stupide nonché sconce invettive antitedesche, viene voglia di cambiare cittadinanza. Come mai se un tedesco prende un impegno è credibile e un italiano, al 90% dei casi, non lo è? Quando un tedesco canta Deutschland über alles (la Germania sopra tutto) ci crede. Anche da quelle parti, ovviamente, ci sono banditi e imbroglioni, politicanti a tanto al chilo e stupidotteri d’ogni genere numero e caso, ma la maggioranza ama la Germania.

La Kanzlkerin, che ha lasciato la Cancelleria dopo 16 anni, ha ricevuto una standing ovation da tutti i parlamentari. Erano in piedi ad applaudirla perché Angela Merkel ha lavorato per 16 anni a vantaggio della Germania (e anche dell’Europa). Il nuovo Cancelliere ha avuto 395 sì, ma anche 303 no. Sia i parlamentari che hanno votato a favore che quelli che gli hanno votato contro hanno “votato” per Angela Merkel un Sì grosso quanto il Bundestag, il palazzo del Parlamento federale.

Al Bundeskanzleramt, il palazzo della Cancelleria federale a Berlino, durante il passaggio delle consegne, Angela Merkel ha anche dichiarato: «E’ un compito entusiasmante e gratificante, anche impegnativo, ma se lo affrontiamo con gioia, è forse anche uno dei compiti più belli che si possano svolgere».

È chiaro il concetto o serve un disegnino?

Resta la speranza che l’esempio dell’amore tedesco per il proprio Paese possa illuminare qualche italica coscienza. Spes ultima dea, insomma.

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