Sfrecciano le Frecce sull’intesa Roma-Parigi

C’è voluto molto coraggio a far volare a Roma le Frecce Tricolori per festeggiare l’intesa firmata al Quirinale dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e dal presidente del Consiglio italiano Mario Draghi. È un’intesa che rafforza i rapporti Roma-Parigi nel momento in cui la Germania è impegnata nella non facile transizione al “nuovo” dopo 16 anni dominati dalla Kanzlerin Angela Merkel. In tempi di furiosi difensori dell’ambiente capeggiati da autoeletti santoni e santone, lo spreco di soldi e i gas di scarico sparsi sul cuppolone avrebbero dovuto impedire il decollo di quegli aerei. Il vecchio cronista ricorda una Lidia Menapace (defunta un anno fa) alla presidenza della commissione Difesa mentre inveiva contro le Frecce Tricolori perché costavano e sporcavano. Comunque, gli adoratori di Gea non hanno fatto casino, stavolta.

L’intesa si snoda lungo un preambolo e 12 articoli. A parte il solito fumo (difesa valori democratici, collaborazione per rafforzare l’Europa, etc.) l’arrosto concerne lo spazio dove la collaborazione strategica non è nuova (SQUID GAME  NELLO SPAZIO. L’Italia forte si chiama Vega) e l’immigrazione, settore che ha visto anche recentemente qualche “discrepanza”, diciamo così, tra Italia e Francia.

Sono sufficienti questi due temi – conquista dello spazio e regolamentazione dell’immigrazione – per dare un senso alla cerimonia con annessa conferenza-stampa rimbalzante dall’amore per il prossimo alla passione europeistica. Macron, che non è affatto lo scavezzacollo descritto dagli avversari, ha precisato al momento opportuno che questa intesa franco-italiana non significa mettere in discussione l’intesa franco-tedesca. La Francia fa da cerniera, dunque. O almeno ci prova.

 

 

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