DDL CONCORRENZA. Draghi e lo zuccherino dei balneari

Il Consiglio dei ministri non è riuscito a varare la riforma delle concessioni balneari. Madonna! che disastro! Il povero Draghi è stato “spiaggiato” (come ha titolato “il Manifesto”), è stato bloccato, poverino, nella più che meritoria opera di riformare l’Italia. Non è nemmeno stato capace di aprire la strada alla liberalizzazione delle licenze per gli ambulanti. Una sconfitta totale! Il coro ha, ovviamente, toni diversi. Ci sono quelli che mal sopportano il governo (“a prescindere”, come direbbe Totò) e che perciò s’attaccano a qualsiasi elemento che possa essere di disturbo. Altri approfittano delle debolezze di fondo per imporre scelte a loro più convenienti. In genere, piddini e pentastellati confabulano per espellere i leghisti con il proposito di accroccare un’edizione raffazzonata dell’arco costituzionale (che tanta fortuna aveva portato al Pci e alla Dc). È chiaro, anche alle vergini orsoline che pure della vita sanno poco, che nell’equipaggio qualcuno fa finta di remare, qualcun altro rema contro, mentre tutti non vedono l’ora di promuovere il capitano ad ammiraglio di un incrociatore al quale la Costituzione vieta di navigare.

Sotterfugi, accordi sottobanco, compromessi, compravendite, miserabili arrivismi e personalismi rinforzati da quotidiane furberie appesantiscono la barca pubblica rischiando di farla affondare in ogni momento. Il peso, comunque, la fa sempre navigare con il bordo a pelo d’acqua. Mario Draghi compie diligentemente il miracolo di tenere insieme un’alleanza a cinquecentotrentacinque facce (alla Camera ottenne la fiducia con 535 sì e soltanto 56 no) e va avanti dribblando. Ma torniamo al “Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021” (per comodità mediatica chiamato “ddl Concorrenza”) approvato dopo una riunione di circa due ore a Palazzo Chigi.

Il testo riguarda: energia, trasporti, rifiuti, avvio di un’attività imprenditoriale e vigilanza del mercato. Non c’è la revisione delle concessioni balneari (ma è prevista una mappatura di quelle esistenti) e non c’è nemmeno la liberalizzazione delle licenze per gli ambulanti. Però i notai non possono operare in tutto il territorio nazionale, tanto per dirne una. Ci sono nuove norme per le concessioni (servizi portuali, distribuzione gas, assegnazioni idroelettriche) e controlli sulla costituzione di società da parte delle amministrazioni pubbliche (le preziose, soprattutto per Comuni Regioni, società in house)… l’elenco è lungo ed è consultabile sul sito di Palazzo Chigi. Tra le “varie ed eventuali” c’è la nomina del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto (ex diccì, attuale forzista) a “Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario nella Regione Calabria…”. I nemici si fregano le mani: nemmeno il grande mago Mandrake riuscirebbe a risanare i conti della Calabria e perciò la sconfitta sarà un potente cavallo di battaglia elettorale. Chi conosce la foresta pluviale calabrese sa che perfino Mario Draghi sarebbe avviluppato dalle liane nell’oscurità di un sottobosco privato della luce da grossi alberi vecchi ma sempreverdi.

Cosa è successo veramente nella seduta per il ddl Concorrenza? Che sono stati colti, per esempio, gli obiettivi relativi ai servizi pubblici locali. Insomma, il ddl comprende una marea di provvedimenti e/o di percorsi stabiliti per nuovi provvedimenti. Strada chiusa per balneari e ambulanti? Agli esperti commentatori de “il Manifesto” non è proprio venuto il dubbio che Draghi abbia dato un contentino per avere via libera sulle cose che contano sul serio? Qualsiasi addestratore di animali sa che uno zuccherino dato al momento giusto accresce il grado di obbedienza della bestia.

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