La banana verde è più salutare e fa bene al supermercato

E un uomo inventò la lancia. Adesso poteva uccidere la bestia stando lontano dai suoi artigli e dalle sue zanne. Correva meno rischi e poteva scagliare più lance stando al riparo di una roccia o sopra un albero. Avrebbe aspettato il momento giusto per avvicinarsi e finirla. L’uomo mostrava la lancia vantandosi e invitando gli altri cacciatori a fare come lui. Non tutti apprezzarono la novità, ma fu l’uomo con la clava a sputare e manifestare disprezzo. Orgoglioso della propria forza, il corpo segnato dalle cicatrici per i combattimenti corpo a corpo con le bestie, l’uomo con la clava espresse con vigore il profondo disprezzo per l’uomo con la lancia. Ricordò ai presenti di quella volta che da solo era riuscito ad abbattere un leone delle caverne. Roteando la clava e colpendo l’animale saltandogli intorno, aveva rischiato più volte di essere abbattuto da un colpo di zampa e azzannato alla pancia. Quelle bestie amano le parti molli e perciò quando sei a terra ti tengono fermo con le zampe mentre affondano i denti dove non c’è nemmeno un osso. Ma lui era stato abile, come al solito, perché era il cacciatore più bravo di tutti, ed era riuscito a stordire il leone al primo colpo. Hanno il cranio durissimo, più delle altre bestie, disse per spiegare come mai non fosse riuscito a spaccarglielo subito. La sua donna si stendeva ora sulla grande pelliccia.

Intorno al fuoco, mentre la carne s’arrostiva, l’uomo con la clava s’avvicinò all’uomo con la lancia e lo accusò di essere un pauroso, di non avere il coraggio di affrontare anche animali più piccoli e meno pericolosi del leone delle caverne.

Lungo il cammino fino ad oggi, l’uomo con la clava, lo strenuo difensore dei “costumi aviti”, s’è costantemente scontrato con l’uomo della lancia, l’innovatore disancorato dalle vecchie abitudini. Giacché ogni novità è destinata ad invecchiare, la battaglia fra l’ex nuovo diventato vecchio e il nuovo che pure invecchierà è una costante del genere umano. È dagli albori dell’umana civiltà che la storia si ripete immutata. Dalla preistoria in poi.

Visto che l’essere umano è stato per millenni uguale a sé stesso, non è azzardato supporre che perfino il fuoco, una novità (peraltro una delle pochissime mai invecchiate) più che straordinaria, sia stato criticato dai “conservatori”. Pare di sentirli, i loro rimpianti: «La carne perde tutto il sangue, e quello è la parte migliore»… «È più gustoso mordere la carne cruda, ancora calda, che conserva l’odore della bestia» oppure le spiegazioni razionali del tipo «Per i bambini, la carne cruda è una mano santa perché si rafforza la dentatura».

Dai tempi del leone delle caverne che, per inciso, si chiama Panthera spelaea (lo scorso agosto in Siberia è stato recuperato un cucciolo femmina sepolto nel permafrost da 28 mila anni), c’è stata, però, una sorte di mutazione. L’uomo con la clava, il buongustaio della carne cruda, il dileggiatore delle novità non esprime più ciò che pensa. Oggi esprime giudizi che non sono suoi. Gli sono arrivati dai media, cioè dagli strumenti di comunicazione che diffondono opinioni e giudizi imponendoli con la forza della ripetizione. Capita, così, che la signora al supermercato spieghi, con l’autorevolezza del nutrizionista docente di alimentazione applicata, che la banana verde abbia proprietà nutritive più salutari di quella gialla e matura. È una “novità” diffusa da quando nei supermercati il cliente scartava le banane verdi. Per farle arrivare fin qui dal Nicaragua, le banane vanno raccolte e stivate quando ancora il sole non le ha maturate. Il fatto è che la banana continua a maturare anche dopo essere stata staccata dalla pianta e perciò per non scaricare banane marce è giocoforza raccoglierle acerbe in modo da farle arrivare sul mercato mature al punto giusto. Se è necessario, si stivano nei frigoriferi per qualche giorno. Quanto costa, però, metterle nelle celle frigorifere e tenercele fino al momento di venderle? Come si può evitare questa spesa? Gli importatori calcolano tempi e modi. Mirano a prevedere a quale punto di maturazione arriva la banana dopo essere stata raccolta, trasportata, distribuita. Non sempre il calcolo è corretto e tocca buttar via banane a tonnellate. Per fortuna (loro) è arrivato l’uomo con la lancia, l’innovatore, il quale ha scoperto che convincere la gente a mangiare le banane verdi sarebbe costato molto meno. In poco tempo, una efficace campagna “scientifica” (di esperti “metti moneta vedi cammello” ce n’è quanto basta) ha colto nel segno, apprezzata soprattutto dai diabetici, e così la signora al supermercato – che da ragazzina aveva superato con difficoltà l’esame di quinta elementare – fa l’esperta di banane. La morale della favola? Bisogna sempre tenere le antenne dritte perché non sempre il “nuovo” è migliore del “vecchio”.

 

 

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