ITA VOLA. Gli accordi con Airbus, MSC e Costa Crociere

ITA decollerà tra poche ore, venerdì 15 per l’esattezza e così l’Italia avrà di nuovo una compagnia aerea di bandiera funzionante. Pesa l’eredità di Alitalia che potrebbe in ogni momento sciogliere le ali di ITA come Febo sciolse quelle di Icaro. Tra complicate e costose vicende legali, tra manovre sindacali di una miriade di organizzazioni grandi e piccole, tra creditori avvezzi a sbranare senza pietà e, soprattutto, tra concorrenti internazionali entusiasti per la scomparsa di Alitalia e contrariati, diciamo così, per la neonata Italia Trasporto Aereo, le variabili sono talmente tante che l’impresa appare davvero ciclopica. Come ciliegina sulla torta, poi, svetta il proprietario cioè il ministero dell’Economia e delle Finanze. La struttura è da paura: un Consiglio di Amministrazione (dai 7 agli 11 consiglieri) un Comitato controllo e rischi, un Comitato remunerazione e nomina; un Comitato parti correlate e un Comitato sostenibilità e scenari. In soldoni: più che congrui stipendi ai manager, ai vicemanager, ai sottomanager con codazzi di consulenti, esperti, segretari, giacché è noto che i soldi pubblici sono come quelli vinti al casino: si spandono nel generale compiacimento. Da quando esiste questa repubblica, le casse statali hanno sempre dato prova di essere inesauribili per cui i bilanci in rosso di una pubblica azienda tutt’al più guadagnano un paio di titoli in prima pagina. La creatività ministeriale è tale che un escamotage per non portare i libri contabili in tribunale lo si trova agilmente. Questa azienda camminerà, anzi, volerà senza intoppi? Avrà un diverso destino? Mah! Tocca aspettare per vedere. Va detto che, nel frattempo, le teste d’uovo del settore comunicazione stanno svolgendo un ottimo lavoro. All’attivismo societario corrispondono comunicati-stampa di grande efficacia. Non conosciamo il costo della struttura deputata, ma sarà senz’altro all’altezza delle professionalità impiegate.

Due esempi recenti: le note che annunciano gli accordi di ITA con MSC e con Costa Crociere e gli impegni di acquisto con Airbus. «La partnership – leggiamo sul primo comunicato – prevede che ITA sia identificata da Costa e da MSC Crociere come vettore aereo privilegiato per i viaggi in crociera in destinazioni nel medio e lungo raggio, per i pacchetti fly&cruise sulle rotte servite dalla compagnia». Emiliana Limosani, chief commercial officer di ITA (le cariche aziendali italiane sono in inglese per sottolineare la nostra internazionalità), ha detto che «l’intesa permetterà di garantire al Paese una connettività di qualità sia con l’estero che verso le mete croceristiche preferite dai turisti». Leonardo Massa, managing director di MSC Crociere, s’è detto soddisfatto di «poter affidare i nostri ospiti a un partner che offrirà loro un servizio in linea con gli standard della nostra Compagnia». Mario Alovisi, vice president revenue management, itinerary & transportation di Costa Crociere, ha dichiarato: «La partnership con la nuova compagnia ci consentirà di offrire ancora più opzioni ai nostri ospiti e di assicurare loro un’esperienza all’insegna dell’italianità che, come unica compagnia a battere bandiera italiana da oltre 70 anni, contribuiamo a diffondere nel mondo». È stata una puntina di polemica (infatti MSC è italiana ma è legalmente svizzera) quasi quasi sovranista.

L’altro comunicato era stato diffuso qualche giorno prima a proposito di un impegno preso con Airbus (multinazionale europea, primo costruttore al mondo di aerei civili) per l’acquisto di 10 Airbus A330neo per i collegamenti di lungo raggio, 7 Airbus A220 e 11 A320neo. «ITA – annunciava il comunicato – ha firmato un accordo con la società Air Lease Corporation per la fornitura in leasing di altri 31 aerei Airbus di nuova generazione fra velivoli di lungo, medio e breve raggio». Le consegne dei nuovi Airbus inizieranno dalla fine del primo trimestre dell’anno prossimo. Alfredo Altavilla, attuale presidente esecutivo di ITA, ha vantato l’operatività di «una nuova flotta rispettosa dell’ambiente e con costi operativi e di leasing significativamente bassi». In effetti, delle 12 società di leasing utilizzate da Alitalia, ITA ne userà 6 per passare dai 52 aerei iniziali a 105 nel 2025. Il piano è ambizioso per un’azienda nata meno di un anno fa e vedrà chi vivrà.

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