LA CIA NEL ’68? Quando dietrologi e complottisti si somigliano

Nonostante alcuni tentativi, nobili quanto inutili, di smontare teorie complottiste relative a quasi tutti gli avvenimenti del secolo scorso, le “ricostruzioni” di quei fatti seguono schemi stereotipati dietro ai quali si nasconde, peraltro malamente secondo i “ricostruttori”, quella perfida “manina” di cui parlava il politico per antonomasia Giulio Andreotti senza però accusare mai direttamente nessuno. Risulta fin troppo facile “spiegare” qualsivoglia accadimento tirando in ballo la Massoneria, la CIA oppure come accade di recente Soros& soci. Non soltanto è semplice quanto e soprattutto è credibile. Come fanno tanti per gli UFO, le “dimostrazioni” risultano alla fin fine comodi atti di fede. Chi crede nelle “scie chimiche”, nelle ricorrenti visite di alieni, negli astronauti celebrati nei templi Maya, trova mille e una spiegazioni razionali alle proprie credenze. Va’ a dire a uno che crede in Dio che non ci sono divinità di alcuno tipo né in cielo né sopra il cielo. Ciascuno, dunque, si tenga la propria fede e sopravviva felice.

La fede, però, non la si deve utilizzare per “spiegare” gli avvenimenti di questo mondo, dove anche le più strampalate ipotesi debbono avere reali pezze d’appoggio e non, per esempio, una letteratura che da autore ad autore rimanda alla medesima fonte che asserisce qualcosa senza fornire prove tangibili. Anche le superstizioni, che hanno molto da spartire con le fedi, sono diventate chiavi di lettura dei fatti e sono adoperate da molti “analisti” (parecchi dei quali dovrebbero loro andare in analisi). Se c’è un terremoto in una regione adriatica, la fede-superstizione ecologista strilla che Madre Natura ha reagito alla violenza delle trivellazioni in mare – In Emilia la terra trema da millenni (e l’uomo non c’entra) -.

Prima di continuare, è indispensabile precisare che i servizi segreti, i massoni, i finanzieri, i preti, la mafia etcetera ecceterone non sono estranei ai fatti del mondo. Per quanto riguarda la Massoneria, va detto che la sua forza, da quando “stimolò” il Risorgimento, è andata scemando sia per scissioni interne, sia per la scomparsa di autentici “maestri”. La famigerata “P2” di Licio Gelli era un brillante comitato d’affari (il “venerabile” metteva in contatto, per esempio, il generale della finanza con il boss dei contrabbandieri e intascava una “provvigione”) ma è stato trasformato in complotto con il fine di prendere il potere in Italia premiando in questo modo media e politicanti vari. Fu messa in piedi una commissione parlamentare a capo della quale fu nominata una vecchia partigiana fedele ai canoni delle “internazionali nere” (inventate di sana pianta, ma questo è un capitolo a parte) e dei “fascisti golpisti” a largo spettro tant’è che fu inquisito perfino l’antifascista Randolfo Pacciardi.

Oggi la “P2”, dopo processi-bolle di sapone, è nella memoria collettiva “la Massoneria che voleva impossessarsi del governo” e non c’è niente da fare. Nella cosiddetta pubblica opinione la marmellata di superstizione-fede, di social-cazzari, di inchieste-fuffa (prima o poi a qualcuno verrà in mente di pubblicare un saggio sulla cazzate sparate dai media a proposito di golpe et similia a partire dal generale Giovanni de Lorenzo) e di “rivelazioni” ad opera di millantatori, “pentiti”, furbacchioni a caccia di soldi e notorietà.

C’è poco da fare contro l’ignoranza quando è coniugata con la supponenza ed una fideistica convinzione.

I massoni sono nostalgici che non si rassegnano. Fingono di avere relazioni e poteri, ma, oltre alle citazioni di Giuseppe Garibaldi, Gabriele d’Annunzio e altri personaggi dell’ultimo secolo del secondo millennio, non danno altro. Sono finiti i tempi nei quali il “fratello” raccomandava un giovane di talento ad un altro “fratello” perché lo aiutasse a farsi strada. Licio Gelli avrebbe potuto chiedere all’affiliato Maurizio Costanzo di assumere qualcuno ma soltanto in cambio di un favore equivalente e non perché fossero fratelli frammassoni.

La CIA? È uno dei servizi più potenti al mondo. La “manina” della Central Intelligence Agency sta dietro a molti accadimenti contemporanei, ma vanno tenuti presenti alcuni fattori che i sostenitori/nemici della CIA non tengono mai in conto. Uno di questi è la semplice considerazione che la centrale americana si muove in un contesto nel quale operano i servizi segreti di altri Paesi. Un’operazione segreta americana, dunque, può fallire per l’intervento, per esempio, del sovietico KGB (adesso si chiama FSB, ma va precisato che non era e non è tuttora l’unico servizio segreto russo) o dell’israeliano Mossad oppure del cinese Guoanbu. Sullo stesso osso, diciamo così, si accaniscono gli 007 di mezzo mondo. Denunciare la “manina” americana dietro gli attuali sommovimenti in Tunisia, per esempio, senza tenere presenti l’antica presenza sul territorio di agenti russi, francesi ed israeliani e la new entry cinese, dimostra soltanto una cosa: la scarsa conoscenza di come operano i servizi di spionaggio e controspionaggio da quando furono istituzionalizzati da quel genio di Caio Giulio Cesare.

Sul fronte preti e finanzieri, va detto che la Chiesa di Roma dispone di ottimi servizi segreti (almeno dai tempi della rivalità con la Serenissima per il controllo dell’Adriatico) che, al momento per esempio, stanno lavorando per una pacifica penetrazione nella Cina comunista e che le lotte intestine all’interno della Finanza internazionale sono causate da obiettivi tra loro in antitesi per cui, se una parte briga per lucrare sulle oscillazioni del petrolio, per esempio, un’altra lavora per fermare l’altalena e scommettere su prezzi certi.

In breve: ciascun “potere forte” se la deve vedere con gli altri “poteri forti” e la prevalenza di uno sull’altro non è mai scontata: perfino i servizi segreti israeliani sono stati battuti, come provano le sconfitte ad opera di Hezbollah.

Di casi da citare ce n’è in abbondanza, ma uno frusta a sangue i superstiziosi-fedeli ed è il Sessantotto, cioè il periodo della “contestazione” giovanile vissuto dagli Usa e da mezza Europa negli anni che vanno più o meno dal 1964 al 1970.

Fu la CIA, affermano, ad organizzare le sommosse giovanili. Fermo restando che è normali prassi per i servizi (ma anche per le guardie) infilarsi in movimenti, associazioni e sodalizi di tipo politico-ideologico e, se del caso, organizzare qualcosina, è più complicato per un servizio segreto mettere in moto qualcosa. Il ministero dell’Interno stampò migliaia di copie del libretto rosso di Mao (Noi, nazimao per sentito dire) per creare al PCI problemi a sinistra, ma c’erano già gruppi di filo-cinesi operanti nelle università e nelle fabbriche.

Un agente provocatore può “stimolare” qualcuno ad una forte “azione dimostrativa” soltanto se in quel determinato ambiente già si trovano individui che non stanno tanto bene con la testa, diciamo così.

La contestazione (Il Sessantotto di uno che c’era – 14) va inserita nel contesto della Guerra Fredda, quando gli 007 americani e quelli sovietici si combattevano trascinando alleati e clienti. L’URSS lanciò un messaggio di pace finalizzato all’indebolimento della forza militare statunitense e i giovani americani già sintonizzati (hyppies et similes) sulla libertà di sesso e spinello, sull’amore per animali e piante, sul rifiuto della violenza (tutti miti generati dalla società del benessere, ma questo è altro capitolo) presero a manifestare contro la guerra in Vietnam (Sardine. L’ennesimo movimento antifascista-resistenziale).

Lasciamo stare se era per paura di morire, per pacifismo o per pura voglia di disobbedire, ciò che conta è che il movimento di protesta, nato bruciando le cartoline di precetto, arrivò tra i giovani europei com’era normale che fosse. È dai tempi della seconda guerra mondiale che gli Stati Uniti esportano in Europa i loro usi e costumi: dai jeans al rock, dal pragmatismo alla sociologia urbana, dalla promozione femminile al week-end… A volte copiamo pedissequamente, altre volte interpretiamo a modo nostro ed altre ancora costruiamo qualcosa da opporre (per esempio, i “peplo” a Cinecittà in concorrenza con Hollywood).

Se i fissati per i Servizi Segreti non intendono recedere, potrebbero cambiare sigla e accusare il KGB di aver scatenato la contestazione in Occidente per indebolire il fronte pilotato dagli americani. Sarebbero più credibili, ma ugualmente in errore. E quelli che spacciano “ricostruzioni” su Loch Ness, sulle piramidi, su Gesù, sulla papessa Giovanna, sulle miniere di Salomone e via spacciando incasseranno quattrini a palate, perché dalla CIA nel Sessantotto all’Arca dell’Alleanza desiderata da Hitler il passo è cortissimo.

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