Lahore, marzo 2018: l’Ambasciatore d’Italia in Pakistan Stefano Pontecorvo, con la consorte Lidia Ravera, in sella ad "Aprilia Shiver 900"

Pontecorvo, l’uomo di punta a Kabul smentito dai fatti

Sull’ultimo volo del ponte aereo tra l’Afghanistan e l’Italia, lo scorso 27 agosto, c’erano anche Stefano Pontecorvo, alto rappresentante civile della Nato in Afghanistan, insieme con lo staff, il console Tommaso Claudi e alcuni carabinieri del Tuscania. Il C-130 è atterrato a Fiumicino con 110 passeggeri di cui 58 afghani.

Pontecorvo, ex ambasciatore in Pakistan, ha gestito fino all’ultimo il traffico all’aeroporto internazionale “Hamid Karzai” di Kabul. L’uomo, 64 anni, è stato un giovane fortunato. A 26 anni si è laureato in Economia e Commercio alla Sapienza e due anni dopo inizia la carriera diplomatica alla Direzione generale del personale della Farnesina. Nel 2004, a 47 anni, era a capo dell’Ufficio finanziario della direzione generale della cooperazione e sviluppo.

Navigando sulla rete, non si trovano molte notizie sulla sua attività diplomatica. A Lahore, la seconda città del Pakistan, lo troviamo al “Pakistan Auto Show 2018” dove la “Piaggio” lancia le nuove Vespa e Aprilia. Sei mesi prima, sempre a Lahore, la consorte Lidia Ravera Pontecorvo era stata ospite d’onore al “Food & Beverage Expo” organizzato dall’azienda “Segafredo Zanetti”.

A Karachi, capitale economica e finanziaria del Pakistan, il vivace ambasciatore organizza insieme con la moglie una giornata dedicata al “Film Festival della Montagna“. A Islamabad, nella sede dell’Ambasciata, invita per la Festa della Repubblica la celebre cantante Mystic flaMe (la savonese Martina Naso) e “Liguria24.it” scrive (oltre a confondere “profeticamente” il Pakistan con l’Afghanistan) che «è stato l’ambasciatore Pontecorvo ad intrattenere il pubblico con un discorso diplomatico e avvincente». Ci piacerebbe moltissimo avere copia di quell’avvincente intervento. Non altrettanti avvincenti sono state le sue parole sulla vicenda dei marò in India, ma lasciamo stare: è acqua passata.

Probabilmente le iniziative ludico-commerciali dell’eletto diplomatico hanno portato qualcosa all’Italia, ma sulle sue tante “avvincenti” dichiarazioni svetta questa copiata da “formiche.net”: «L’impegno italiano ha consentito il miglioramento delle capacità delle forze afgane con una serie di azioni (compresi addestramento e mentoring su logistica, manutenzione e riparazione di veicoli armati) che hanno dato loro la sostenibilità della forza. Il 207esimo Corpo d’armata afgano, affidato in cura agli italiani, è ora in grado di esprimere una garanzia di sicurezza alla popolazione perché, vista l’azione italiana di trasferimento di competenze e capacità, è diventata una forza armata sostenibile, in grado cioè di funzionare quotidianamente nel tempo».

Le cronache dicono che i Talebani hanno liberato Herat mentre il 207esimo Corpo d’armata (orgoglio dei generali italiani) svaniva lasciando armi e mezzi.

La lezione, comunque, non è bastata a Pontecorvo, il quale imperterrito continua a trinciare giudizi e pareri sullo stato delle cose afghane. Una laurea in Economia e Commercio non è sufficiente: serve studiare la Storia, la Geopolitica, gli Usi&Costumi… roba difficile: meglio una foto in motocicletta.

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