L'Isis-K rivendica gli attentati a Kabul

AFGHANISTAN. I Talebani nella tenaglia Usa-Isis-K

L’Isis-K ha rivendicato gli attentati a Kabul che hanno ucciso indistintamente decine di marines e un centinaio di civili. Tra i feriti si contano una dozzina di marines e circa duecento civili. Il bilancio delle vittime è in continuo aggiornamento.

Ci sono occasioni nelle quali avere torto sarebbe la cosa migliore. Purtroppo gli attentati sono parte integrante del canovaccio steso per l’Afghanistan. Su una pagina di internettuale.net dello scorso giovedì 19, nel conto delle azioni contro i Talebani era incluso l’attentato  (AFGHANISTAN. Il governo nelle mani delle donne). Accanto alla demonizzazione (“sono fanatici nemici delle donne e dei gay, persecutori di intellettuali e musicisti” etc. etc.) era inevitabile che venisse usata anche l’arma del terrorismo. L’Isis-K, questo gruppo minoritario (qualche migliaio di miliziani stanziati nella provincia afghana di Koran, al confine con il Pakistan) che combatte i Talebani perché ritenuti troppo “cedevoli” nei confronti dell’Occidente, ha fatto sapere, tramite l’Amaq News Agency, che «i Talebani sono in combutta con gli Usa per far fuggire le spie». L’accusa fa da pendant (a Roma si dice “fa scopa”) con l’intervento del presidente Usa Joe Biden, il quale ha dato la colpa a Donald Trump: «…è l’ex presidente – ha dichiarato tra le lacrime – quello che ha fatto un accordo con i talebani per ritirarsi». Ha dimenticato, ovviamente, di aggiungere che non ha voluto rispettare gli accordi presi e che ha perso il controllo della situazione da subito, prima ancora che gli studenti coranici liberassero Kabul.

Lo stato delle cose è raffinatissimo: gli attentati dimostrano non soltanto che i Talebani sono sporchi, brutti e cattivi, quanto e soprattutto, che la loro autorità è un bluff. Il loro portavoce Zabihullah Mujahid ha rimarcato che gli attentati sono stati fatti «in una zona dove la sicurezza è nelle mani delle forze statunitensi». I Talebani, ha aggiunto Zabihullah Mujahid, «stanno prestando molta attenzione alla sicurezza e alla protezione della loro gente».

A proposito dell’Isis-K va ricordato che conta membri provenienti dal Tagikistan, dall’Uzbekistan e, naturalmente, dal Pakistan. Il presidente Biden ha detto che saranno puniti. Al momento, la tabella di marcia del ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan conserva la scadenza stabilita: il 31 agosto. Mancano pochi giorni ma molto può ancora succedere e Washington potrebbe varare una nuova strategia per combattere i “terroristi dell’Isis-K”. Biden, però, dovrebbe riprendere il dialogo con i Talebani, i quali hanno già fatto sapere che non tollereranno la presenza di soldati stranieri dentro casa.

Sembra un puzzle impossibile da comporre, ma le teste d’uovo che muovono i pezzi sulla scacchiera afghana (con lo sguardo rivolto all’Iran) hanno senz’altro pensato a qualche escamotage aggiuntivo e risolutivo.

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