VACCINAZIONI. Premio “Blablaista del mese” al sottosegretario Costa

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa (classe 1970) s’è ben meritato il premio di “Blablaista del mese“. Intervenendo alla trasmissione “Radio anch’io” ha risposto con molte parole a questa semplice domanda di un radioascoltatore: «Perché il governo non ha imposto l’obbligo della vaccinazione?».

Costa si è lanciato in un panegirico del «senso di responsabilità degli italiani». Si è complimentato con gli italiani «che hanno affrontato l’emergenza con senso di responsabilità». Ha applaudito al «comportamento responsabile degli italiani» ed ha concluso esaltando «la disciplina del popolo italiano». È stata una risposta che non ha risposto alla domanda del cittadino. La conduttrice del programma (al momento il nome sfugge all’estensore di questa nota) ha ringraziato il sottosegretario per le sue chiarificazioni e non l’ha neppure sfiorata la necessità di rifare la domanda: «Sottosegretario Costa, perché il governo non ha reso direttamente obbligatoria la vaccinazione e l’ha imposta indirettamente inventando vari trucchi?».

Se l’avesse fatto, sarebbe stata una vittoria del giornalismo ma la fine della sua carriera. La parola d’ordine è: seguire il governo e applaudire sempre.

Il nostro giornalismo che – tranne poche eccezioni – non è stato un fedele cane da guardia del sistema politico, ma un solerte trait d’union, quando non un servile commesso, tra i potenti e l’opinione pubblica, in questa epidemia si è letteralmente inginocchiato davanti all’altare del deus ex machina Mario Draghi.

Il blablaismo è la chiave di volta della carriera dell’attuale sottosegretario alla Salute.

Andrea Costa è stato presidente di una comunità montana e consigliere regionale della Liguria. Al momento sta dentro “Noi con l’Italia” (sodalizio messo in piedi dal saltatore Maurizio Lupi). Prima era stato in “Forza Italia“. Da indipendente era approdato alla formazione di Angelino Alfano (altro delfino scornato di Berlusconi) battezzata “Nuovo Centro Destra” (NCD) e successivamente s’era trasferito in AP (“Alternativa Popolare“), il partito inventato nel 2017 per sostenere il governo (mai bastantemente deprecato) di Paolo Gentiloni.

Nella carriera politica gli è stata preziosa la professione di geometra: con abile geometria s’è portato da una sponda all’altra sfruttando angoli e spigoli in modo da mandare sempre la palla in buca.

Finché i giornalisti non faranno domande e, soprattutto, non pretenderanno le risposte, il blablaismo avrà la meglio.

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