AFGHANISTAN. Dopo 20 anni, i Talebani tornano al potere

A Kandahar e a Herat non ci sono più i soldati italiani e le due città sono tornate sotto il controllo dei Talebani. In una settimana, 15 capoluoghi di provincia sono stati occupati dagli insorti talebani. Alla fine di questo mese di agosto, l’ultimo soldato americano lascerà l’Afghanistan e non è azzardato prevedere che tutto il paese tornerà sotto il controllo talebano.

Alla domanda sugli obiettivi raggiunti in venti anni di occupazione “alleata”, con più di duemila morti solo tra le truppe americane e più di mille miliardi di dollari spesi per addestrare le truppe regolari afghane, l’attuale presidente Usa Biden ha risposto che la missione è stata un successo perché gli obiettivi erano due: eliminare Osama bin Laden e Al Qaeda. Per il resto, ha detto Biden, debbono essere gli afghani a scegliersi il regime di governo.

Se davvero i nemici degli americani fossero stati sconfitti uccidendo un capo e disperdendo una rete di “terroristi”, Biden avrebbe assolutamente ragione, ma non è così. Basterebbe rimarcare che i Talebani non possono essere annoverati tra gli amici di Washington e Tel Aviv. L’Afghanistan, dopo 20 anni, torna al punto di partenza.

Per mostrare al mondo che gli Usa non abbandonano gli amici di Kabul, un emissario del Dipartimento di Stato americano (tale Zalmay Khalilzad) è stato inviato a Doha per incontrare rappresentanti talebani e trovare una soluzione diplomatica. Venti anni di guerra (a proposito: quanto è costata all’Italia la “missione di pace” in Afghanistan?), migliaia di morti, feriti, profughi e decine di città semidistrutte… tutto ciò per uccidere un uomo?

La demonizzazione del singolo (strategia sempre vincente come per Gheddafi in Libia, Saddam Hussein in Iraq…) serve a giustificare le guerre utili all’accoppiata Usa-Israele, ma non estirpano le radici profonde dell’avversione, diciamo così, di interi popoli nei confronti di Washington e Tel Aviv. Se non cambia la politica internazionale (ma non potrà mai cambiare finché Israele non avrà occupato tutto l’occupabile in Palestina e dintorni), i bombardamenti, le stragi di civili, i campi profughi, le rivolte e le “missioni di pace” ci accompagneranno ancora per lunga pezza.

Intanto, gli esperti di cose militari prevedono che la capitale afghana sarà occupata entro tre mesi circa. E si sono sbagliati. Kabul è tornata talebana. Si ricomincia a partire da vent’anni fa.

 

 

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