Haiti sotto assedio. C’è “Barbecue” alla testa dei banditi

Haiti è in stato d’assedio. L’allarme dei vescovi haitiani sulla “situazione esplosiva” e la condanna del presidente Jovenel Moise da parte della CHR (Conferenza dei religiosi e delle religiose d’Haiti) hanno fatto precipitare gli eventi. Il presidente, colpevole di governare a colpi di decreto e di aver avviato una riforma costituzionale senza aspettare le elezioni del prossimo settembre, è stato assassinato dentro casa. Gravemente ferita anche la moglie, Martine Moise, che è stata portata al Jackson Memorial Hospital di Miami, in Florida.

Secondo la polizia, del gruppo armato che ha assalito la residenza del presidente nella capitale Port au Prince, quattro sono stati uccisi e due arrestati. La versione ufficiale dice che si tratta di “mercenari” che “parlano spagnolo”. Si aspettano le “rivelazioni” dei due alla fine dell’interrogatorio. Poche ore prima di essere ucciso, il presidente Moise aveva nominato Ariel Henry nuovo primo ministro con lo specifico mandato di assicurare il pacifico svolgimento del referendum costituzionale e delle elezioni per il presidente e per il Parlamento.

Comunque, il potere è ora nelle mani del primo ministro ad interim Claude Joseph e si spera che non scateni l’ostilità dei vescovi e della CHR.

Intanto, al confine con la Repubblica Dominicana sono stati rafforzati i controlli mentre il presidente Luis Abinader preme per installare una recinzione sui 380 chilometri di confine, ufficialmente per bloccare l’immigrazione illegale e il traffico di droga, ma in realtà per impedire lo sconfinamento delle bande armate che scorrazzano nella Repubblica di Haiti. Ci vorranno almeno due anni, però. E in due anni possono succedere tante cose nell’isola di Hispaniola, battezzata così da Cristoforo Colombo più di cinquecento anni fa.

Nei Caraibi, la pace è sempre stata una beata aspirazione e ancora oggi si dà facilmente la parola alle armi. Pare che le bande armate haitiane si siano addirittura organizzate in una “confederazione” alla cui testa c’è un ex ufficiale di polizia soprannominato “Barbecue” e non vogliamo nemmeno immaginare perché.

 

 

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