La fine è sua, se non corre abbastanza

SVILUPPO SOSTENIBILE? Un vecchio imbroglio insopportabile

Cominciamo dall’aggettivo. La prima definizione ci dice che è sostenibile ciò che è dimostrabile. Se un’affermazione non è confermata da elementi certi, non è sostenibile e chi l’ha detta è un imbroglione oppure un fesso. Prendiamone una a caso: tra cento anni i ghiacciai polari si scioglieranno e le città costiere della Terra saranno sommerse dalle acque. In base a quali prove, è sostenuta questa previsione? I millenaristi contemporanei (almeno quelli del Medio Evo erano sostenuti dall’Apocalisse di Giovanni) usano modelli matematici che, per intrinseca struttura fissa, sono inapplicabili alla mobilità della vita. Disegnano schemi e diagrammi per profetizzare il futuro. Allo stesso modo una cartomante usa la sfera di cristallo. Il tasso di credibilità è lo stesso in tutti i casi.

La seconda definizione che troviamo sul dizionario ci dice che è sostenibile ciò che è sopportabile. Qui il mantra “sviluppo sostenibile” sembrerebbe azzeccato. In realtà, è una formula tipo “Apriti, Sesamo“, che condanna gli ultimi diecimila anni dell’umana esistenza, nel senso che boccia irrimediabilmente ciò che è alla base della vita e cioè la volontà di potenza. Se gli esseri umani si fossero accontentati di sé stessi (sì, oggi la maggioranza è così; per questo non conta alcunché) starebbero ancora sulle palafitte se non in caverna. La spinta a dominare la Natura avversa (altro che Natura amica!) ha affinato innanzitutto le armi di offesa e difesa e poi le tecniche di costruzione. I fiumi sono stati deviati, le montagne sono state scavate, le foreste sono state tagliate… tutto ciò che il genere umano (o meglio: la parte nobile di esso) ha fatto è stato all’insegna della dominazione dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sull’ambiente. Voliamo più velocemente di qualunque uccello e navighiamo sopra e sotto i mari battendo qualunque “mostro” marino.

I sogni che alcuni uomini (meglio ripetere: non tutti, perché la maggioranza è sempre stata ferma su sé stessa) hanno realizzato sono quelli che consentono allo stupidottero social di vaneggiare su qualsivoglia argomento. Straparla contro le multinazionali farmaceutiche perché le malvage pretendono di essere pagate. Secondo questi Savonarola da salotto tv, farmaci e vaccini dovrebbero essere distribuiti gratuitamente. Nessuna multinazionale reggerebbe ad una cosa del genere. Non riuscirebbe più a reperire capitali per la ricerca (la dose che costa un centesimo è la seconda; la prima è costata milioni) e chiuderebbe i battenti.

Per distribuire ricchezza serve qualcuno che la produce e gli esperimenti comunisti sono falliti perché incapaci di produrre (la Cina è un fenomeno a parte). Lo stupidottero in simbiosi con il cellulare digita furiosamente contro questo e quello mentre usa uno strumento che costa la vita a centinaia di migliaia di negri per la materia prima (dal colbalto e dal coltan del Congo al nichel della Tanzania), che è stato prodotto sfruttando il più delle volte energia “sporca” (carbone, petrolio…) e che è trasportato da migliaia di automezzi che scaricano gas nell’aria. Lui, lo stupidottero al cellulare, se ne sta beato a sproloquiare di cose che non sa. E chiama a testimoni i santoni internazionali che annunciano il prossimo Diluvio Universale.

La verità è che l’unico sviluppo possibile per il genere umano è quello insostenibile. È l’insopportabile a muovere l’uomo. Quando i londinesi giudicarono insopportabile l’inquinamento del Tamigi non andarono a chiudere le attività portuali, non vietarono i trasporti sul fiume, non sbarrarono gli accessi, ma costruirono depuratori. I salmoni ritornarono a risalire la corrente più belli e più grossi che prìa. Se l’amministrazione cittadina si fosse limitata a proibire, vietare, multare, il Tamigi sarebbe tuttora inquinato con l’aggravante di una serie di attività economiche svolte di contrabbando.

Mangiare vegetali perché la carne è una consumatrice d’acqua è del tutto inutile: serve per dare al vegetariano/vegano l’illusione di una sua superiorità morale, ma non fermerebbe l’inesorabile consumo di acqua sulla Terra.

Il genere umano – grazie ai soliti sognatori dell’impossibile – troverà nuove terre nello spazio. Potrà riprendere a bruciare, tagliare, inquinare, ignorando il mantra del “sopportabile” perché lui è il padrone e tutto il resto è al suo servizio (anche se pochi se lo meritano).

 

 

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