FASCISMO: IERI E OGGI. Puoi mugugnare a casa tua, mai in pubblico

Ottantasei anni fa (Guerra d’Etiopia) tutta l’Italia era fascista. Qui tralasciamo le spiegazioni sul perché il consenso per il regime fosse quasi totale e tralasciamo anche quelle relative alle cause e ai motivi dei pochi oppositori al Fascismo. Basti prendere atto di uno stato di fatto: gli italiani erano fascisti tranne una minoranza che, o emigrava, o veniva confinata, oppure mugugnava dentro casa. Quel regime era totalitario, giacché lo Stato onnipresente si occupava del cittadino dalla nascita fino alla morte. Era un regime liberticida, in quanto limitava le libertà personali e decideva regole di comportamento alle quali tutti avevano il dovere di adeguarsi.

Quel regime si fondava su princìpi vecchi e su princìpi nuovi. Vecchia, per esempio, era l’idea che la famiglia fosse la base della società, sicché si multavano gli scapoli e si premiavano le famiglie con figli. Altra vecchia idea era la tutela della vita, per cui venivano protette e sostenute anche le ragazze madri (con scorno di preti e bacchettoni). Di idee vecchie ce n’erano a bizzeffe. Per le nuove, basti citare la promozione dell’economia mista, della quale l’Iri fu la massima espressione (per comodità e per brevità, diamo per scontato che tutti sappiano cosa fosse l’Istituto di ricostruzione industriale).

Le leggi e le regole fasciste sono state cancellate con la sconfitta della seconda guerra mondiale. Capitolo chiuso. Ma non del tutto. Ci sono leggi e regole di questa repubblica che possiamo definire totalitarie almeno quanto quelle varate dal regime di ottant’anni fa.

Se vai in motocicletta, devi portare il casco. Se ti beccano senza, paghi pegno. In auto, devi usare la cintura, se non lo fai, paghi pegno. Le contravvenzioni contemplano anche il ritiro della patente, così la pianti di usare la macchina e impari ad usare i mezzi pubblici.

Al fondo di questi provvedimenti non ci sono le sollecitazioni di compagnie assicurative e/o di industriali, macchè!, c’è la preoccupazione dei governativi per la tua salute. Perché i governativi ci tengono a te e vogliono che stai bene.

Non sei obbligato a portare la maglia di lana quando fa freddo, ma poco ci manca. Per emergenze sanitarie, per esempio, e dopo la nomina e l’insediamento di comitati tecnico-scientifici, di organi di consulenza e di esperti anche internazionali, i governativi potrebbero obbligarti all’uso dell’intimo di lana (cioè di plastica, dato che la lana vera è riservata ai ricchi).

Le leggi di questa repubblica ti vietano anche di citare fatti storici oppure idee o nomi di persone che l’attuale totalitarismo non ammette. Sennò paghi pegno e se insisti vai in galera.

I governativi ti dicono anche come puoi salutare. A parte il momento attuale, nel quale ci si deve salutare strofinando i gomiti (ah! quel “taffetà caro” in “Frankenstein junior“), è vietato salutare mostrando la palma come si faceva una volta per far vedere di non essere armati. Sono ammesse soltanto le strette di mano (vietate dal regime fascista, e quindi grande conquista di libertà) e abbracci e baci, i quali, va detto, sono anch’essi il segno di un progresso inarrestabile. Chi scrive, ricorda quando per baciare una donna si doveva andare alla stazione e fare finta che fosse un saluto d’addio. I binari ti proteggevano dall’intervento poliziesco. Adesso, tutti si possono baciare apertamente e in qualsiasi posto, senza curarsi di bambini o suore (ma che fine hanno fatto? una volta se ne vedevano tantissime in giro) oppure di anziani signori e signore, in versione morigerata perché non possono più peccare.

Se vuoi organizzare una pubblica manifestazione, devi chiedere l’autorizzazione alla Questura e qui non è cambiato alcunché: chi porta il cappello in divisa (come sfotticchiava Totò) era potente nel totalitarismo fascista ed è potente nel totalitarismo democratico attuale.

Passi da gigante sono stati compiuti anche nella cosiddetta “pubblica moralità” (a proposito vanno cambiati gli articoli 19 e 21 della Costituzione a difesa del buon costume) per cui non ci sono più limiti. Un po’ di tempo ancora e avremo leggi a difesa dei pedofili purché – si badi bene – il minorenne sia consenziente. Il consenso è essenziale. E mica è imposto. Per carità. Il consenso è la massima espressione delle libertà…consentite oggi. È il dissenso che non è ammesso. Che viene punito con ammende o con la galera.

I cristiani perseguitati si raccoglievano nelle catacombe. Oggi in Cina,  il cristiano e il prete sono tollerati dal regime comunista se fanno parte della chiesa ufficiale (si chiama “Associazione patriottica cattolica cinese“). Coloro che insistono a pregare senza la… benedizione della grande chiesa comunista, finiscono nei laogai, campi di lavoro forzato preziosissimi per il Pil.

I partigiani, cioè coloro che per un motivo o per un altro (non stiamo qui a sindacare) prendevano la strada dei monti o sceglievano la lotta clandestina in città, testimoniavano concretamente la loro avversione al fascismo. Adesso chi è che testimonia fattivamente contro il totalitarismo democratico? Dove sono i partigiani, per esempio, dei motociclisti senza casco? Chi organizza proiezioni di film proibiti? Cosa fanno i sostenitori della famiglia con un padre, una madre e una prole? Tra poco non potranno nemmeno parlarne perché il nostalgico della famiglia d’una volta sarà condannato per istigazione all’odio contro chi naviga libero, liquido, fluido nel mare magnum di “non-rompete-faccio-come-mi-pare”. E non strillate all’esagerazione perché la fantasia di questo totalitarismo è infinita. Hanno inventato l’associazione esterna in attività mafiose e il 41bis, volete che non trovino la postilla ad hoc per questa stagione fluida?

La popolazione fascista partecipava in massa ai “plebisciti”. La popolazione odierna per più della metà non va a votare schifata, ma senza la forza di indossare i panni del partigiano. Quegli italiani che si sentono presi in giro dai governativi (votano l’abolizione del ministero dell’Agricoltura e si ritrovano un ministero delle Politiche agricole) e che sono arrivati alla conclusione che il voto è inutile contro una banda di ladri che litiga di giorno e ruba d’amore e d’accordo di notte, non hanno la forza, il carattere, la virilità (intesa come energia che include anche la donna) nemmeno per andare nelle catacombe. E sono stati privati anche del diritto al pubblico lamento. Possono mugugnare, ma dentro casa non fuori; come negli anni del fascismo.

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