Potremmo parlare del vostro nuovo piano di incentivi?

Draghi: l’Italia è destinata a scomparire. E chissenefrega?

La popolazione residente in Italia (parlare di Italiani mi sembra esagerato) invecchia. Maschi e femmine in età di fare figli non ne fanno. Al 1° gennaio di quest’anno i residente erano 59 milioni e 258 mila (384mila in meno su base annua; 7 neonati e 13 morti ogni mille abitanti). È sceso in campo l’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi: ««Un’Italia senza figli è un’Italia che non crede e non progetta. È un’Italia destinata lentamente a invecchiare e scomparire». Ma che scoperta! Il salvatore della patria prestatoci dalle banche piange sul letto dell’Italia moribonda, e tutti si precipitano a strillare: ci vogliono soldi. Secondo questi soloni, per convincere giovanotti e giovanotte a fare figli sarà sufficiente imbottirli di quattrini. Bisogna aiutare le coppie ad avere una casa propria. Bisogna assicurare alle donne che lavorano che non perderanno il lavoro se resteranno incinte. Bisogna dare un premio alle famiglie con figli (e ci sono quelli che ancora sfottono Mussolini per il premio di natalità!). Insomma, si coglie l’occasione per una bella cascata di soldi (ci sono i miliardi europei, e che diamine!) che prima di arrivare ai destinatari passano al vaglio di commissioni e commissari, task-force, cabine di regia, amministrazioni locali… chi va al mulino s’infarina e qui di farina ce n’è per tutti. Si ripete la solfa dei corsi professionali regionali e non, che fanno guadagnare soldi soltanto ai “docenti”, agli impiegati, alle segretarie, alle centraliniste, agli autisti…

Nel frattempo facciamoci un po’ di domande. La prima è: ai residenti in Italia importa qualcosa se l’Italia scompare? La risposta è sicuramente No. A parte poche minoranze di Italiani, la popolazione è in tutt’altre faccende affaccendata. Un figlio è una rottura di scatole: limita la libertà, non ti lascia dormire in pace, ha sempre bisogno di qualcosa, piange e caca, mangia e caca, costa soldi e addio macchina nuova, fine delle seratine da sballo, niente più vacanze a Sharm el sheikh e in qualsiasi altro posto diventato di moda per salumieri e parrucchiere, povericristi sfigati e teleutenti innamorati di tronisti e scemi vari. Un figlio è un ostacolo alla carriera (soprattutto per le donne che rispondono al telefono per il dentista), e poi se è un criminale? un drogato? uno sfaticato da mantenere a vita?

Credo proprio che a questi residenti, tanto impegnati a cercare la propria felicità, non importi unca se l’Italia scompare.

Ci sono anche gli intellettuali, quelli che dichiarano: sono cittadino del mondo, ancora con questa vecchia storia dell’italianità?

L’altra domanda riguarda Draghi. Perché ha lanciato l’allarme sulla fine dell’Italia? È uno sporco nazionalista? è un nobile patriota? è un fascista mascherato? Draghi è un banchiere, è un uomo che sa fare i conti e il calo demografico costa un barcone di soldi.

Sono conti che può fare anche un bambino (ce ne sono ancora) delle elementari: meno figli, meno gente che lavora e che consuma, meno Prodotto interno lordo, meno soldi per tutti.

Altro conto: l’aumento del numero dei vecchi comporta un aumento della spesa sanitaria. I vecchi sono sempre malati. Hanno bisogno continuo di assistenza sanitaria. E chi paga? Pantalone? Con quali soldi?, ci sono più pensionati che lavoratori.

Per chi fosse interessato a saperne di più sull’Italia moribonda, incollo qui alcuni link:

https://internettuale.net/3244/istat-iitalia-e-vecchia-e-sempre-piu-senza-figli-nonostante-gli-immigrati

https://internettuale.net/768/in-italia-chi-fa-figli-diventa-piu-povero

https://internettuale.net/2962/italiani-allo-stadio-terminale

https://internettuale.net/2489/istat-e-decrescita-gli-italiani-corrono-verso-lestinzione-nascera-un-nuovo-popolo-di-immigrati

 

 

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close