Gli Stati Uniti “temono” attacchi terroristici in Italia

Il governo statunitense raccomanda agli americani di non venire in Italia. E questo dovrebbe preoccupare tutti, a cominciare dalle strutture repressive che tengono sotto controllo l’intero pianeta del dissenso. È vero che in Italia c’è soltanto un apparato che funziona per davvero ed è quello che esercita la repressione. Nessuno sfugge: dal manifestante bloccato in stazione o in autostrada per motivi di salute pubblica al piccolo movimento dissidente che viene infiltrato per “precauzione” (leggasi: provocazione). L’immigrato, sia il miserabile spacciatore che fa la spia che l’onesto lavoratore che pure fa la spia, è una risorsa informativa che costa poco e rende molto. È quasi impossibile per un gruppo di terroristi trovare assistenza e men che mai complici. La compravendita clandestina di armi è limitata a pochi traffichini e/o ricettatori anch’essi sotto controllo. La lezione delle Brigate Rosse e di analoghi gruppi ha spinto il sistema repressivo sulla strada del controllo capillare. Mai più singoli informatori. La rete oggi comprende bar, ristoranti, alberghi, comunità, partiti, movimenti e associazioni. Il complesso delle intercettazioni telefoniche è mastodontico e ciò si evince dai costi. In breve: l’Italia non ha sofferto per attacchi “terroristici” come la Francia o la Germania perché ad una politica bilanciata (perseguita nei decenni della cosiddetta prima repubblica) oramai complicata per via dell’insipienza crescente dei governativi è succeduta una politica di totale controllo poliziesco.

Ciononostante, se gli americani annunciano il pericolo di attentati in Italia, non c’è da stare tranquilli. Un qualche “pazzoide” potrebbe sgusciare tra le maglie dei controlli e delle spie. Fra l’altro, a fronte di un’occhiuta polizia, i nostri servizi di controspionaggio non sono particolarmente attrezzati al monitoraggio degli “alleati”. In questo momento, inoltre, sono tutti rivolti verso Est: Washington ha deciso che Mosca è un nostro nemico e il resto viene da sé.

I livelli di allerta, nel protocollo Usa, sono 4: il n°1 invita ad esercitare le normali precauzioni, il 2° ad esercitare precauzioni rafforzate, il 3° a riconsiderare l’opportunità di fare il viaggio e il 4° invita a non viaggiare nel Paese indicato.

Per quanto riguarda l’Italia, la circolare pubblicata sul sito “U.S. Embassy & Consulates in Italy” è intitolata “Italy Travel Advisory: Level 4: Do Not Travel, April 20, 2021“: americani non fate viaggi in Italia. Lo Zio Sam avverte di non venire qui anche a causa dell’epidemia di Covid, stemperando così l’avvertenza più grave e cioè che in Italia c’è un grosso rischio di attentati terroristici.

Il “travel advisory” (il consulente di viaggio) dice testualmente: «L’Italia ha un rischio di vecchia data rappresentato da gruppi terroristici, che continuano a tramare possibili attacchi in Italia. I terroristi possono attaccare con poco o nessun preavviso, prendendo di mira località turistiche, snodi di trasporto, mercati, centri commerciali, strutture governative locali, hotel, club, ristoranti, luoghi di culto, parchi, grandi eventi sportivi e culturali, istituzioni educative, aeroporti e altre aree pubbliche» (Italy has a longstanding risk presented by terrorist groups, who continue plotting possible attacks in Italy. Terrorists may attack with little or no warning, targeting tourist locations, transportation hubs, markets/shopping malls, local government facilities, hotels, clubs, restaurants, places of worship, parks, major sporting and cultural events, educational institutions, airports, and other public areas).

In particolare, il governo americano spiega:«I terroristi utilizzano sempre più metodi di attacco meno sofisticati, inclusi coltelli, armi da fuoco, ordigni esplosivi improvvisati (IED) e veicoli, per colpire più efficacemente le folle. Spesso, il loro scopo è obiettivi non protetti o vulnerabili, come ad esempio: eventi pubblici di alto profilo (gare sportive, raduni politici, manifestazioni, eventi festivi, raduni celebrativi, ecc.), hotel, club e ristoranti frequentati dai turisti, luoghi di culto, scuole, parchi, centri commerciali, mercati, sistemi di trasporto pubblico (comprese metropolitane, autobus, treni e voli commerciali)».

Affinché il messaggio sia a tutti chiaro (inclusi quei pochi che non si genuflettono), Il “travel advisory” precisa: «La violenza politicamente motivata in Italia è più spesso collegata a sviluppi interni italiani o a questioni sociali. Le autorità italiane e le strutture diplomatiche straniere hanno trovato bombe fuori dagli edifici pubblici, hanno ricevuto minacce di bombe e negli ultimi anni sono state bersaglio di lettere bomba, bombe incendiarie e molotov».

Alla fine, dunque,  lo Zio Sam fa appello allo spirito della frontiera, che si perpetua nella caccia all’uomo seguita in tv da centinaia di milioni di spettatori appassionati. «Questi attacchi – insiste – si verificano generalmente di notte e, sebbene non abbiano preso di mira o ferito cittadini statunitensi, dovresti rimanere consapevole di ciò che ti circonda e segnalare qualsiasi attività sospetta alle autorità locali» (…you should remain aware of your surroundings and report any suspicious activity to local authorities) e immaginiamo il dito puntato dei famosi manifesti con “I want you“. Stavolta la guerra è asimmetrica.

 

 

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