MEDITERRANEO. Baruffe greco-turche a colpi di migranti

La Grecia ha accusato la Turchia di aver tentato di spingere nelle acque greche barche che trasportavano migranti. Ankara ha respinto l’accusa.

I due Paesi, entrambi membri della Nato, sono in perenne contrasto dai tempi dell’occupazione militare turca di una parte di Cipro. Recentemente la situazione s’è fatta più preoccupante per via del contenzioso sui giacimenti di gas e petrolio nel Mediterraneo, e per le migliaia di richiedenti asilo che dalla Turchia hanno cercato di attraversare il confine greco.

A proposito dei migranti “spinti” dai turchi e “respinti” dai greci, il ministro greco della Migrazione Notis Mitarachi ha detto che la guardia costiera greca s’è dovuta confrontare con la guardia costiera turca la quale “accompagnava” le barche dei migranti, ha accusato il ministro,  «al confine dell’Europa, nel tentativo di provocare un’escalation» con la Grecia. «Non c’è dubbio – ha aggiunto – che questi migranti abbiano lasciato le coste turche. Chiediamo alla Turchia di fare un passo indietro e porre fine a questa provocazione ingiustificata».

La replica di Ankara è arrivata a stretto giro di twitter: il vice ministro dell’Interno turco Ismail Catakli ha accusato la Grecia di respingere 231 migranti e che la Turchia li ha salvati.

«È un crimine contro l’umanità – ha twittato Catakli – calunniare la guardia costiera turca che salva le persone che tu avevi abbandonato a morire». «Questo è tipico di te» ha concluso Catakli, che evidentemente ha un rapporto personale con Mitarchi. Il comando della Guardia costiera turca ha detto di aver salvato i migranti dai gommoni al largo delle province di Izmir, Balikesir e Canakkale.

Quasi un milione di richiedenti asilo, per lo più siriani, iracheni e afgani, sono entrati in Grecia dalla Turchia su barche all’inizio della crisi migratoria europea. L’Unione europea ha raggiunto un accordo con Ankara per arginare il flusso e i numeri sono diminuiti drasticamente. Mitarachi ha invitato la Turchia a «tenere fede» all’accordo.

Va ricordato che la Turchia il mese scorso aveva protestato contro un accordo tra Grecia, Israele e Cipro per un cavo sottomarino che collega le loro reti elettriche.

Tra i due Paesi non si riesce a mettere in piedi un tavolo di discussione. Dopo più di 60 cicli di riunioni dal 2002 ad oggi, non sono riusciti a trovare un accordo nemmeno su quali questioni discutere.

 

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close