VACCINI IN CASA. Torna di moda lo Stato-Pantalone

Dicono che i soldi non portino la felicità. Forse non è vero. E forse lo dicono i ricchi. Ma è certo che, in alcuni casi, i soldi portano la verità. La più recente conferma arriva dall’universo mondo di speculazioni e profitti politico-economici che ruota intorno alla malattia indotta dal coronavirus-19 (e tutti, fra l’altro, sbagliano confondendo la malattia con il virus dicendo il Covid invece che la Covid). La corsa verso la verità è stata velocissima. Del tutto inusitata dati gli sgangherati e lobotomizzati tempi parlamentari. In breve: dobbiamo rassegnarci ad essere presi di mira da nuovi virus. È un dato incontestabile, del quale, però, nessuno parlava o, se volete, sul quale tutti tacevano.

L’umanità deve abituarsi alle epidemie globali. I virus sono tanti come i salami della pubblicità, milioni di milioni, e, passata questa epidemia, dobbiamo aspettarcene altre.

Perché questa semplice verità è venuta fuori soltanto adesso? Come mai il grosso pubblico ha avuto questo regalo dai sommi sacerdoti del Sinedrio-Palazzo Chigi? Per via dei soldi. Altro che “cherchez la femme“! Qui è “cherchez l’argent“! Si tratta di una montagna di soldi, per cui gli inservienti di quei gran sacerdoti hanno lanciato una grande nazionalistica (qualcuno, peraltro ugualmente inserviente, direbbe sovranista) iniziativa: i vaccini ce li facciamo da noi, a casa nostra, così non dobbiamo dipendere dalle fameliche nonché inaffidabili multinazionali del farmaco.

Evviva! Viva l’Italia! “Italia first“, hanno strillato gli inservienti a destra, al centro e a sinistra. Poi c’è stato, però, un attimo di panico; qualcuno ha sussurrato: per mettere su un centro di produzione di antivirus di questo tipo ci vogliono mesi, se non anni e qui il virus va combattuto subito. Scoramento generale e occhi puntati verso i miliardi che facevano ciaone sfumando sull’orizzonte dei non-privilegiati. Poi la decisione estrema: dobbiamo dire la verità, se vogliamo restare in partita. E così hanno spiegato: gli impianti non li vogliamo installare per combattere questo virus, ci vuole tempo, minimo sei mesi (bugiardelli! Ci vuole molto di più. Ponte Morandi è stata un’eccezione)… Noi vogliamo impiantare centri di produzione in Italia come scelta strategica. Per il futuro. Perché arriveranno altri virus e dovremo essere preparati.

Evviva! (stavolta con più ricco entusiasmo). Lo Stato è pronto a finanziare questa scelta strategica. Sulla quale non si può che essere d’accordo. L’eccellenza italiana in campo farmaceutico assicura prestigio nel mondo e produce ricchezza alla stregua delle trasvolate oceaniche degli Anni Trenta del secolo scorso.

Lo Stato-Pantalone torna di moda. Quegli stessi che fino a ieri l’altro ululavano contro l’eccessiva spesa pubblica oggi supplicano: ci date suggerimenti per svuotare questa pubblica cassaforte che straripa di soldi?

I soldi hanno portato, stavolta, la verità. Di più. Portano una speranza per l’avvenire. Come è già capitato, per esempio, con la poliomelite, avremo i vaccini su misura, di volta in volta. Lo vedete che i soldi portano anche salute e felicità?

P.S. Per i pochi ai quali siano ignoti i personaggi della commedia dell’arte, Pantalone era una maschera veneziana. Ricco ma avaro, alla fine era sempre costretto a sborsare quattrini per pagare debiti altrui. Come si è arrivati all’espressione usata nei dibattiti politici “Paga sempre Pantalone” è storia lunga e controversa, da raccontare in altra occasione.

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