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Draghi annuncia la guerra al “Deep State”: l’inferno l’attende

Il presidente del Consiglio professor Mario Draghi ha fatto un elenco delle cose da fare che, tutto sommato, non sono fuori delle umane e politiche possibilità. Con i miliardi in arrivo, modernizzare la scuola, incentivare la ricerca, costruire ponti e strade, ferrovie e porti, dotare di computer gli uffici pubblici dell’Italia intera… l’elenco è lungo ma ciascun impegno è fattibile, pur tra le difficoltà causate dalle beghe interne dei politicanti parlamentari e non, ma è comunque alla portata di un uomo che ha mostrato all’Europa e al mondo come il compromesso sia il fondamento di qualsivoglia attività abbia rilevanza pubblica.

Nell’elenco c’è, però, una voce che nemmeno un deus ex machina riuscirebbe a silenziare una volta per tutte. È la voce del Deep State. Una voce potente, astuta, sotterranea, dalle mille differenti tonalità.

Mario Draghi ha parlato con medesima “leggerezza” del turismo, che ripartirà perché, ha detto giustamente, «siamo l’Italia», e della burocrazia nelle cui pieghe si annida la corruzione.

Il professore ha evitato con grande abilità i trabocchetti disseminati dal dollaro e dalla sterlina (la City non è meno potente di Wall Street), ma non è scontato che riuscirà ad evitare gli ostacoli che spunteranno da tutte le parti ogni volta che tenterà di snellire una procedura, di portare trasparenza in uno delle migliaia di palazzi occupati dalla Pubblica amministrazione.

Le centomila e più leggi che vigono in Italia danno lavoro a giureconsulti, avvocati, magistrati (anche a quelli senza vocazioni politiche), a faccendieri, agli esperti ed agli amici degli amici che, dietro pagamento, faranno camminare finalmente la pratica, procureranno il timbro che manca e daranno al cliente l’ennesima prova che senza santi in paradiso non c’è diritto che tenga. Il riconoscimento di un diritto non è altro che un favore remunerato.

Il Deep State è questo. È il gigantesco Moloch che divora chiunque si provi a togliergli il pane e companatico di bocca.

Il presidente Draghi riuscirà a costruire nuovi edifici se avrà l’approvazione del Deep State. Altrimenti, si troverà prigioniero di legalissime norme erette a difesa del non-cambiamento.

Soltanto nei tempi recenti, le vittime non si contano: presidenti del Consiglio, autorevoli ministri, docenti universitari, esperti provenienti dal mondo della produzione… tutti sono stati abbattuti perché avevano parlato di snellimento. I mezzi usati sono stati i più diversi, ma tutti hanno avuto successo.

Gli italiani, uno ad uno, hanno esperienza di cosa significa essere preso dalle maglie della Pubblica amministrazione. Basta un ragioniere per bloccare una pratica. A volte, un usciere.

I paesani sanno che quando vanno dall’impiegato devono portare almeno i “documenti”, cioè la cassetta di fragole, il capretto, il polpo appena pescato. A certi livelli i “documenti” debbono essere più sostanziosi. Il presidente Draghi dovrà combattere contro chi non vuole assolutamente rinunciare ai “documenti”. L’inferno l’attende.

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