Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati

GOVERNO-POKER. Zingaretti si dice “servito”. Mah!

Perché Nicola Zingaretti, segretario pro tempore del Pd, ha dichiarato Giuseppe Conte inamovibile? Il coniglio, animaletto pacifico e tremebondo, stretto in un angolo diventa aggressivo. È una questione di sopravvivenza e anche la bestiolina più inerme lotta per non morire.

Matteo Renzi non deve vincere. Anche soltanto apparente una sua vittoria sconquasserebbe il partito geneticamente pasticciato tra ex comunisti ed ex democristiani. Conte deve restare al suo posto a dimostrazione che Renzi ha scatenato inutilmente il putiferio. Ovviamente, Zingaretti non farà marcia indietro. Se proprio dovesse esservi costretto, annuncerebbe le dimissioni (parziale vittoria renziana anche questa).

Il presidente della Camera, tale Roberto Fico, fa finta di incontrare gente per parlare di programmi. Fesserie. Il nodo sono i nomi e i soldi. I programmi si buttano giù a occhi chiusi: attenzione all’ambiente, ai pensionati, alle donne, ai giovani, alla scuola, alla sanità, alla ricerca… e il programma è bell’e fatto. Chi mai si opporrebbe ad una “strategia volta a rafforzare gli strumenti di salvaguardia ambientale, a implementare fonti alternative d’energia e a punire severamente chi inquina“? Sono pinzillacchere, direbbe Totò. I programmi sono fumo negli occhi, nebbia che nasconde i coltelli, cortina di blablà.

Il fatto è che l’obiettivo è mettere insieme un po’ di profughi per fare i numeri che servono a fare a meno di Renzi. Gli esperti calcolano in 154 i senatori pronti a fare maggioranza. Ce ne vogliono 161 per avere la maggioranza assoluta a Palazzo Madama (com’è noto alla Camera il problema non si pone), ma chi segue da un po’ le cose della politica sa che un governo che voglia governare con una certa serenità dovrebbe poter contare su almeno 167 senatori-sì.

Lo sforzo di Fico è questo: mentre finge di parlare di programmi, scruta tra i banchi per individuare qualche responsabile/costruttore disponibile a poco prezzo. Non si può mica promettere una poltroncina a tutti. Anche aumentando il numero dei sottosegretari non ce la si fa. Un po’ di gente dovrà accontentarsi di ottenere una sicura ricandidatura.

Altro fatto sfizioso (sarebbe tragico se lorsignori fossero seri) è la riscoperta del proporzionale. Ci hanno sommerso per anni di numeri e spiegazioni a sostegno dell’uninominale e adesso ricominciano con il proporzionale. È il vecchio vizio di credere che una nuova legge elettorale possa mettere le cose a posto. Con quest’accozzaglia di ignoranti arrivisti mentitori ipocriti politicanti, non c’è sistema che basti. In tempo di uninominale in Parlamento c’è stata una continua fioritura di gruppi e partitini (https://internettuale.net/1111/i-partiti-duri-a-morire-la-spa-montisoci-e-quelli-che-aspettano-masaniello  https://internettuale.net/961/alfano-e-la-novita-ignota-i-trucchi-della-politica).

A parte il pokerista Zingaretti che s’è detto “servito”, il vero punto fermo l’ha messo il Quirinale: No alle elezioni anticipate, sennò vince il centrodestra. No ad un governo raccogliticcio. E dunque? Sergio Mattarella è stato chiaro: se non combinate niente di buono, ve lo do io un bel governo di salute pubblica. Dietro l’ingresso laterale di Via del Quirinale, Mario Monti scalpiticchia.

 

 

 

 

 

 

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