Ieri, città al posto delle paludi. Oggi, nuove paludi crescono

Novant’anni fa, si chiudeva l’anno con la fondazione della città di Littoria (oggi, Latina) alla quale si sarebbero aggiunte, a breve distanza di tempo, Sabaudia e Pontinia. Era il 19 dicembre del 1932 e Benito Mussolini, dal balcone del Palazzo Comunale di Littoria, annunciò: «Finché tutte le battaglie non siano vinte, non si può dire che tutta la guerra sia vittoriosa. Solo quando ac­canto alle 500 case oggi costruite, ne siano sorte altre 4.500, quando accanto ai 10 mila abitatori attuali vi siano i 40-50 mila che noi ci ripromettiamo di fare vivere in quelle che furono le paludi pontine, solo allora potremo lanciare alla Nazione il bollettino della vittoria defini­tiva».

E precisava: «Noi, oggi, con l’inaugurazione ufficiale del nuovo comune di Littoria, consideriamo compiuta la prima tappa del nostro cammino. Abbiamo, cioè, vinto la nostra prima battaglia. Ma noi siamo fascisti, e quindi più che guardare al passato siamo sempre intenti verso il futuro».

Mussolini annunciò anche le future realizzazioni: «Non saremmo fascisti se già sin da questo momento non precisassimo con l’esattezza che è nel nostro costume, con l’energia che è nel nostro temperamento, quelle che saranno le tappe future e cioè: il 28 otto­bre 1933 s’inaugureranno altre 981 case coloniche; il 21 aprile 1934 s’inaugurerà il nuovo comune di Sabaudia. Vi prego di notare queste date. Il 28 ottobre 1935 si inaugurerà il terzo comune: Pontinia. A quell’epoca, per quella data, noi probabilmente avremo toccato la mèta e realizzato tutto il nostro piano di lavoro».

Lanciò, poi, un messaggio ben preciso: «Sarà forse opportuno ricordare che una volta, per trovare lavoro, occorreva valicare le Alpi o traversare l’Oceano. Oggi la terra è qui, a mezz’ora soltanto da Roma. È qui che noi abbiamo conquistato una nuova provincia. È qui che abbiamo condotto e condurremo delle vere e proprie operazioni di guerra. È questa la guerra che noi preferiamo. Ma occorre che tutti ci lascino intenti al nostro lavoro».

La bonifica delle Paludi Pontine fu un fiore all’occhiello della costruzione della nuova Italia e una dimostrazione delle sue capacità tecnico-ingegneristiche. Non furono le uniche bonifiche e non furono soltanto quelle tre le città di fondazione.

Le due date indicate da Mussolini non furono rispettate: Sabaudia venne inaugurata il 15 aprile del 1934 (con sei giorni di anticipo, dunque) e l’inaugurazione di Pontinia ci fu il 18 dicembre del 1935 (con quasi due mesi di ritardo!). Va detto, a onor di cronaca, che è stato il presidente Sergio Mattarella a conferire a Sabaudia il titolo di “città” il 5 agosto dell’anno scorso; un fatto davvero straordinario per questa repubblica nata dall’8 settembre.

Tresigallo, Casa del Fascio

Tra le città, ce n’è una in provincia di Ferrara che è stata riconosciuta come “Città d’Arte”. Si chiama Tresigallo, studiata dagli architetti di tutto il mondo come la “Città Metafisica”; e tocca andarci per capire perché. Un’altra, frutto della bonifica, fu Pomezia, per la quale era stato indicato il nome di “Ausonia”: prima pietra il 25 aprile del 1938 e inaugurazione il 29 ottobre dell’anno seguente.

A molte è stato cambiato il nome per cancellarne l’origina fascista. In Sardegna, per esempio, il nome di Mussolinia di Sardegna fu cambiato nel 1944, a resa compiuta, in Arborea. Era stata inaugurata il 29 ottobre del 1928 al completamento della bonifica della piana di Terralba (ma fu la Fondazione Rockefeller che inondando la regione di Ddt eliminò definitivamente la malaria). A due ore andando verso il sud, c’è Carbonia, la seconda città, dopo Arsia, a carattere minerario realizzata nel Ventennio.

In un’altra area paludosa bonificata vicino Pisa, nel 1932 fu fondata Tirrenia con l’intenzione di farne la “Città del Cinema” dotandola di modernissimi studi cinematografici. La cosa funzionò per cinque anni, poi nacque Cinecittà, e ancora una volta Roma vinse.

Tra parentesi, il velleitarismo degli inventori capitolini di un festival del cinema alternativo a quello di Venezia (istituito da Mussolini) ha portato alla sconfitta di Roma. Stavolta, le oche stavano dalla parte dei nuovi barbari.

A Torviscosa anche le fabbriche erano capolavori d’architettura

Sempre parlando di città fondate su paludi bonificate, va citata Torviscosa, in provincia di Udine. Come dice il nome, la città venne fondata per produrre cellulosa usando una canna diffusa nella regione. Le fibre artificiali (necessità imposta dalle sanzioni decretate contro l’Italia in difesa del Negus Neghesti imperatore d’Etiopia) prodotte negli stabilimenti della nuova città, il rayon e la viscosa, vestirono gli italiani invece del cotone indiano, venduto dai colonialisti britannici noti per la gentilezza con la quale occupavano interi continenti.

Ma qui si va fuori tema e fuori tempo massimo. Delle altre città di fondazione non citate ci sarà modo di parlare in altra occasione. Se ieri, dunque, si costruivano città anche architettonicamente preziose, oggi con le convulsioni, i ricatti incrociati e una generale incapacità a governare, l’Italia tutta affonda in nuove paludi. E non si vede l’ombra di un bonificatore.

 

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