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VATICANO. Anno nuovo, dieta nuova per la Segreteria di Stato

È intestata “Circa alcune competenze in materia economico-finanziaria” la lettera in forma di “motu proprio” che Papa Francesco ha firmato, dando così un’altra rimescolatina alle carte valori vaticane. Sono soltanto 4 articoli, ma sono autentiche sciabolate. Leggiamo: «A decorrere dal 1º gennaio 2021 la titolarità dei fondi e dei conti bancari, degli investimenti mobiliari e immobiliari, ivi incluse le partecipazioni in società e fondi di investimento, finora intestati alla Segreteria di Stato, è trasferita all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica che curerà la loro gestione e amministrazione. Essi saranno sottoposti a un controllo ad hoc da parte della Segreteria per l’Economia, che d’ora in avanti svolgerà anche la funzione di Segreteria Papale per le materie economiche e finanziarie» (https://internettuale.net/3511/vaticano-sotto-inchiesta-lapsa-e-laif-due-sigle-con-tanti-soldi).

La formula del “motu proprio”, che in latino significa di “sua iniziativa”, è usata dai pontefici quando informano di una decisione che non è stata sottoposta (almeno per le vie ufficiali) ad alcun preventivo controllo della Curia romana, che, com’è noto, è la potente macchina tecnico-amministrativa-politica che governa la Chiesa universale. Scrive il papa: «Avendo appreso dai Responsabili degli Enti interessati dei progressi compiuti circa un più funzionale esercizio delle rispettive competenze, ho ritenuto necessario stabilire alcune norme per meglio determinare le varie funzioni della Segreteria di Stato, dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e della Segreteria per l’Economia» (https://internettuale.net/4245/soldi-della-chiesa-in-vaticano-e-rivoluzione).

«La Segreteria di Stato – comanda il “motu proprio” – trasferisce quanto prima, non oltre il 4 Febbraio 2021, tutte le sue disponibilità liquide giacenti in conti correnti ad essa intestati presso l’Istituto per le Opere di Religione o in conti bancari esteri, all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica su conto bancario da questa indicato». Tempi strettissimi, dunque. E perentori. A quanto sembra questo papa sta facendo l’impossibile per fare del Vaticano una casa di vetro. Sarà per questo, forse che vengono messe in giro voci (subito raccolte dai social) sulle sue dimissioni ed altre pericolose amenità.

Il papa scandisce con precisione le tappe: «A decorrere dall’esercizio 2021, le contribuzioni a qualunque titolo dovute o liberamente devolute alla Santa Sede da parte di Enti ecclesiali di qualunque tipo, ivi incluse quelle del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e dell’Istituto per le Opere di Religione, come anche quelle di cui al canone 1271 CJC, saranno versate su un conto denominato “Budget Generale della Santa Sede”, gestito dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica secondo la normativa vigente, in base al bilancio preventivo approvato. I trasferimenti delle somme dal conto Budget Generale della Santa Sede all’APSA dovranno essere previamente autorizzati dal Prefetto della Segreteria per l’Economia». Il canone 1271 del Codice di Diritto Canonico (Codex Juris Canonici) recita: «I Vescovi, in ragione del vincolo di unità e di carità, secondo le disponibilità della propria diocesi, contribuiscano a procurare i mezzi di cui la Sede Apostolica secondo le condizioni dei tempi necessita, per essere in grado di prestare in modo appropriato il suo servizio alla Chiesa universale».

Deciso il passaggio all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA) della gestione degli investimenti finanziari e dei beni immobili di proprietà della Segreteria di Stato, compreso l’Obolo di San Pietro, (https://internettuale.net/4210/vaticano-commissione-materie-riservate-e-conti-pubblici) tutto sarà sottoposto a un controllo ad hoc da parte della Segreteria per l’Economia (SPE), (https://internettuale.net/4317/vaticano-assemblea-di-vip-per-la-gestione-dei-soldi), ma «Le spese e gli altri atti di disposizione a valere sul sottoconto Fondo Discrezionale del Santo Padre possono compiersi solo su Sua personale decisione». C’è anche una bella sforbiciata all’Ufficio amministrativo della Segreteria di Stato e un comunicato ufficiale informa che «questa nuova legge viene a ridurre il numero di responsabili economici nella Santa Sede e a concentrare l’amministrazione, la gestione e le decisioni economiche e finanziarie nei dicasteri rispondenti allo scopo».

Tutto parrebbe compiuto, ma qualche sorpresa ce la dobbiamo aspettare: in questo passaggio di poteri e tagli di incarichi è probabile che verrà a galla qualche altra irregolarità. Ed è anche probabile che stavolta ci sarà un conveniente ricorso alle vecchie usanze di quando non si sapeva mai cosa realmente succedesse al di là del Portone di Bronzo.

 

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