I tre bus della comunicazione mediatica. Da sinistra: Non esiste; Fenomeno naturale; Cambiamento climatico causato dall’uomo. Il terzo superaffollato: "Servirà prenderne uno più grande".

MUTAMENTI CLIMATICI. Calore della Terra e bufale mediatiche

Parlare di clima e di mutamenti climatici significa oggi ripetere il mantra più diffuso: effetto serra, cioè concentrazione soprattutto di anidride carbonica (CO2) prodotta dall’uomo, che riscalda la Terra causando scioglimento dei ghiacciai cosiddetti eterni, innalzamento del livello dei mari, distruzioni di organismi viventi e di vegetali. Il catastrofismo ambientale è pane quotidiano per comunicatori e scienziati allineati.

Entrare nella materia è impossibile se non si hanno conoscenze specifiche in astronomia e in fisica. Tocca affidarsi a chi ne capisce, ma non a un matematico, come spiega il prof. Giovanni P. Gregori: «…nessun modello matematico può ovviare alla mancanza di informazioni osservative, poiché la matematica è uno strumento, non un’informazione fisica» (https://internettuale.net/2482/oco-2-satellite-nasa-rivela-il-riscaldamento-globale-non-e-colpa-delluomo) . Perciò è fuorviante seguire le “previsioni” lanciate quotidianamente dai matematici. Non è detto che un centimetro di spostamento in un anno cresca dieci volte in dieci anni.

I mutamenti climatici, però, sono reali e vanno affrontati con gli strumenti adatti. «…quando si ha a che fare con il cancro – scrive Gregori – ci si affida agli oncologi, mentre si evita di rivolgersi ai matematici applicati o agli economisti. Proprio come il cancro non può essere affrontato per mezzo di modelli matematici, il cambiamento climatico non è in alcun modo più semplice della patologia umana. Nessun vero progresso sembra sia stato compiuto dopo 30 anni di ulteriori discussioni “scientifiche” auto-rivendicanti e “modelli climatici globali”. È incredibile che attualmente un “accordo comune” molto di moda si basi su modelli climatici numerici o su discussioni di economisti».

E conclude: «In sintesi, dovremmo essere preparati nella prospettiva di un cambiamento climatico sempre crescente e drammatico, e dobbiamo quindi considerare azioni adeguate per prevenire conseguenze indesiderate».

«In ogni caso, sostenere che tutto avvenga a causa della CO 2 antropica è ingenuo e certamente falso»: Gregori indica un approccio noto soltanto negli ambienti scientifici qualificati, nei quali è raro imbattersi in qualche star televisiva. Dice: «… la preoccupazione deve essere una saggia gestione dell’ambiente al fine di prevenire e gestire un numero sempre crescente di catastrofi naturali violente» e suggerisce: «È possibile monitorare le prestazioni dei materiali solidi e quindi prevedere eventuali rotture con un congruo anticipo. Ciò vale sia per le costruzioni artificiali (edifici, macchinari, veicoli di qualsiasi genere, viadotti, ecc.), ma anche per gli impianti naturali. In effetti, il pericolo di frane, eruzioni vulcaniche e terremoti può essere prevenuto, o comunque l’impatto può essere ampiamente ridotto».

L’umanità deve sfidare un enorme cambiamento climatico senza precedenti dovuto a fattori naturali, ed è assurdo credere, insiste Gregori, che una riduzione della produzione antropica di CO2 possa ridurre i rischi (https://internettuale.net/3197/sciopero-per-il-clima-i-danni-del-terrorismo-culturale) .

L’equilibrio di una calotta glaciale in Groenlandia o in Antartide, o in un ghiacciaio di montagna, è controllato da una somma di diversi fattori, ma, a causa della debole conducibilità termica del ghiaccio, l’aumento della temperatura atmosferica ha un impatto trascurabile. Cosa si verifica in realtà? Un maggiore aumento globale del rilascio di energia endogena implica un corrispondente aumento dell’evaporazione dell’acqua nell’atmosfera, fattore che implica una maggiore precipitazione da qualche parte. In genere, un aumento delle precipitazioni si verifica sulla cosiddetta Antartide orientale dove, di fatto, la calotta glaciale è in aumento. Si dice che il ritiro della calotta glaciale si verifichi nella cosiddetta Antartide occidentale, dove è previsto un ampio rilascio locale di calore di attrito a causa dell’enorme attività geodinamica della penisola antartica. Pertanto, il peso della calotta glaciale dell’Antartide orientale aumenta. Ogni volta che una calotta glaciale scorre a valle da una regione continentale (come, ad esempio, in Groenlandia o in Antartide), non appena la calotta glaciale raggiunge l’oceano, galleggia. Questa calotta è chiamata “ghiacciaio di sbocco” che, a causa della coesione del ghiaccio, è vincolata da una cintura circolare esterna. Ogni volta che la cintura si rompe bruscamente, viene rilasciato un gran numero di enormi iceberg. «Quindi – conclude Gregori – l’affermazione spesso riportata è semplicemente ridicola sul fatto che la generazione di iceberg sia causata da un aumento della temperatura atmosferica».

Il calore endogeno, questa è la causa.

Negli ultimi anni sembra essersi verificato un aumento dell’attività sismica e (forse) anche del vulcanismo. La calotta polare settentrionale sembra subire un continuo aumento generale del rilascio di calore endogeno; la Terra sembra subire un aumento dell’espirazione di energia endogena, con un impatto violento sulle dinamiche del sistema oceano/atmosfera. Una dinamica oceano/atmosfera più potente implica escursioni maggiori (venti, precipitazioni atmosferiche, anomalie idrogeologiche, ecc.).

Gli incendi, per esempio,  sono per lo più causati da un aumento dell’espirazione del suolo di metano (CH4). L’incendio generale che nella seconda metà del 2019 ha colpito tutta l’Australia dovrebbe quindi essere correlato all’aumentata sismicità dell’intera vasta regione attraverso Filippine e Indonesia. Un film di incendi globali (un fotogramma ogni mese per diversi decenni) è disponibile presso la NASA s’ Osservatorio della Terra.

Le tempeste solari hanno anch’esse un impatto decisivo sul clima (https://internettuale.net/2988/il-sole-causa-i-mutamenti-climatici) .

È necessario qui allegare una scheda con le qualifiche di Gregori, giusto per evitare dubbi sulla sua serietà scientifica. Copio e incollo:

Prof. Dr. Giovanni P. Gregori “Associate” of the Royal Astronomical Society Honorary Member of the Deutsche Geophysikalische Gesellschaft e. V., Arbeitskreis Geschichte der Geophysik Member of the Athens Institute for Education and Research (ATINER) “Associato CNR” Retired, formerly at IDASC – Istituto di Acustica e Sensoristica O. M. Corbino (CNR) “Associate Scientist” GeoPlasma Research Institute GeoPlasmaResearchInstitute.org Member of ISSO – International Seismic Safety Organization “Reasearch Associate” DBA – Institute for Advanced Studies in Climate Change Aurora, (Colorado) IASCC.org International Centre for Earth’s Sciences Co-founder Member of the Editorial Board of: * History of Geophysics and Space Physics (HGSS) [EGU – Copernicus] * New Concepts of Global Tectonics (NCGT) [IEVPC]; now New Concepts of Geoplasma Tectonics (NCGT) [GRI] * Atmosphere [MDPI] * Applied Sciences [MDPI].

 

 

 

 

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